Nichelino - Su queste pagine abbiamo più volte segnalato la drammatica situazione di migliaia di famiglie piemontesi
schiacciate da rette insostenibili per il ricovero in RSA dei propri cari anziani malati e non autosufficienti.
Abbiamo anche ricordato però che le prestazioni socio-sanitarie per la non autosufficienza come le RSA, rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Di conseguenza, la copertura del 50% della retta (la cosiddetta "quota sanitaria") da parte del Servizio Sanitario Nazionale è un diritto esigibile.
Purtroppo, le ASL e la Regione Piemonte spesso ignorano la normativa statale e i malati vengono parcheggiati in illegittime liste d'attesa che possono durare anni. Ricordiamo in proposito il caso emblematico, qui raccontato nei mesi scorsi, della cittadina nichelinese ottantenne con grave demenza senile e punteggio sanitario UVG altissimo (13 su 14) eppure classificata come "non urgente".
Questo abbandono terapeutico comporta per le famiglie il farsi carico dell'intera retta, versando alle strutture tra i 3.000 e i 4.000 euro mensili. Tale meccanismo spinge il ceto medio verso la soglia di povertà, costringendo i cittadini a coprire con i risparmi di una vita i doveri disattesi delle istituzioni.
Nel tempo abbiamo ingaggiato battaglie legali sui principi, promuovendo o supportando ricorsi amministrativi al TAR contro quelle delibere regionali che subordinavano l'accesso alle cure a illegittimi criteri economici.
Tuttavia, la strada della giustizia amministrativa si è rivelata ardua oltreché lunga, con le famiglie che invece hanno necessità estrema di risposte immediate. Constatata anche la persistente inerzia delle Istituzioni locali, appare oggi necessario un cambio di strategia.
Si tratta di aprire il fronte del riconoscimento del diritto individuale alla effettiva presa in carico dei pazienti malati anziani non autosufficienti da parte del Servizio sanitario. A tale scopo, evidenziamo la nuova campagna denominata "Paga la quota giusta", lanciata nel gennaio scorso dal Movimento Consumatori di Torino.
Sulla base di una giurisprudenza ormai consolidata, si intendono impugnare i singoli contratti che impongono ai familiari di anziani malati valutati non autosufficienti dalla competente commissione UVG, il pagamento del 100%. L’obiettivo è quello di esigere il pagamento della quota sanitaria da parte dell'ASL (il 50% della retta) nonché avviare le richieste di rimborso per tutte le somme illegittimamente versate dalle famiglie negli anni precedenti.
Invitiamo pertanto i familiari che oggi stanno pagando l'intera retta in RSA per un proprio congiunto anziano, già valutato non autosufficiente, ad attivarsi per far valere i propri diritti contattando il Movimento Consumatori di Torino (tel. 011.5099546, e-mail
Con circa 10.000 malati non autosufficienti oggi in Piemonte a cui viene negata la convenzione, auspichiamo proprio che vi sia spazio per “scardinare” il sistema dall'interno, rendendo economicamente più gravoso per la Pubblica Amministrazione affrontare cause e rimborsi legali piuttosto che garantire il diritto alla cura fin dall'inizio.
UTIM odv
Nichelino