ACS Internazionale – Aiuto alla Chiesa che Soffre ha lanciato la sua prima petizione globale. L'iniziativa, con lo slogan "La libertà religiosa è un diritto umano, non un privilegio", si rivolge ai governi e alle organizzazioni internazionali per chiedere l'effettiva applicazione dell'articolo 18 della Dichiarazione universale dei diritti umani, che sancisce il diritto di ogni persona alla libertà di religione.
I numeri della persecuzione religiosa nel mondo sono allarmanti. Secondo il Rapporto ACS sulla Libertà Religiosa nel Mondo 2025, circa 5,4 miliardi di persone vivono in 62 Paesi dove si registrano forme sistematiche di persecuzione, oppressione o discriminazione religiosa. Per quanto riguarda specificamente i cristiani, 413 milioni vivono in Paesi dove la libertà religiosa è gravemente violata, di cui circa 220 milioni sono direttamente esposti a persecuzioni.
Le vittime appartengono a quasi tutte le religioni – buddisti, cristiani, ebrei, indù e musulmani – e subiscono discriminazioni in ambito lavorativo e scolastico, violenze fisiche, arresti arbitrari, rapimenti, abusi sessuali e persino uccisioni, semplicemente a causa della loro fede.
La petizione, indirizzata al Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, all'Alto Commissario ONU per i Diritti Umani Volker Türk, all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, al Presidente del Consiglio Europeo António Costa e ai leader dei governi democratici, avanza richieste concrete.
In particolare, si chiede alle istituzioni internazionali di condannare pubblicamente tutte le forme di persecuzione religiosa, di fare della libertà religiosa una priorità nelle politiche estere, di adottare misure adeguate contro i regimi che violano questo diritto e di intraprendere azioni concrete sul piano educativo e normativo.
La petizione sollecita inoltre una protezione effettiva per le comunità religiose a rischio, specialmente nei Paesi colpiti da violenza settaria o estremismo, per prevenire la migrazione forzata e tutelare il diritto delle persone a rimanere nelle proprie terre d'origine.
La petizione può essere sottoscritta online sul sito di ACS Internazionale https://acninternational.org/it/petizione/