Non capita a tutti vedersi intitolato un laboratorio con tanto di targa, mentre si è ancora in vita. Ma a fratel Giuseppe Zana,
religioso della Congregazione Giuseppini del Murialdo, è successo. Come “regalo di pensione”, i colleghi istruttori e gli allievi dell’Engim di Nichelino hanno voluto che dopo tanti anni passati lì, in tuta da lavoro, di fratel Bebbe resti una traccia permanente, nel laboratorio di meccanica, in mezzo a torni, frese e morse.
Fino a qualche anno fa gli allievi lo chiamavano affettuosamente “Bin Laden” per la sua barba e la vaga somiglianza con il capo di Al Qaida. Lui però è uomo di pace e la missione della sua vita, da laico consacrato, è insegnare un mestiere e l’operosità ai ragazzi, con una particolare predilezione per quelli più in difficoltà, sull’autentica scia dell’insegnamento e dello spirito di San Leonardo Murialdo.
Perciò quella targa nel laboratorio del centro di formazione professionale Engim è un segno di gratitudine per tutto ciò che Giuseppe Zana ha fatto a Nichelino in favore di tanti giovani che, anche grazie al suo impegno, hanno potuto trovare un lavoro e costruirsi una vita.
E’ pure un saluto ad un amico che ri-parte e va lontano. Con la pensione infatti per fratel Giuseppe Zana è iniziata una nuova avventura. La sua congregazione lo ha destinato in Albania. Qui i Giuseppini del Murialdo sono presenti da oltre venticinque anni, da quando cioè, caduta la dittatura comunista, hanno potuto entrare trovando un paese poverissimo. Operano a Fier e nella periferia di Durazzo; gestiscono un centro giovanile e una scuola professionale. La missione continua.