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Sab, Lug
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... e ora c'è anche l'invasione delle zecche

Cronaca
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Nelle scampagnate e nei pic nic all’aria aperta aperto c’è un’insidia in più da cui guardarsi: le zecche.

Nella nostra zona le avvisaglie di un’abnorme diffusione di questi ospiti indesiderati e minuscoli erano presenti da qualche tempo nella bassa Valdisusa e Valsangone, ma nell’ultimo periodo l’invasione è dilagata nei parchi e nei boschi di pianura e della fascia collinare.

Anche in questo caso tra i principali imputati i cambiamenti climatici, l’aumento della fauna selvatica e del degrado delle aree incolte.

E’ buona norma nelle passeggiate, quando si attraversano prati e boschi, indossare abiti chiari (così è più facile l’individuazione di eventuali zecche che vi si depositano, grandi poco più di un puntino) limitando al massimo le parti di corpo scoperte (maniche e pantaloni lunghi ben aderenti a polsi e caviglie).

Il “morso della zecca” di per sé non è pericoloso, ma, dal momento che questo parassita si “attacca” alla cute, può essere vettore di virus e batteri che provocano malattie, in qualche caso anche gravi. Per questo, in caso di puntura, è importante staccare al più presto la zecca avendo cura di non schiacciarla e di rimuoverla completamente con l’aiuto di pinzette e con un lieve movimento rotatorio in senso antiorario. Completata questa operazione, si può usare un comune disinfettante.