L’atelier del pittore Giorgio Di Gifico rappresenta quello che i cascinali degli antichi poderi nel grande viale di Stupinigi potrebbero
e dovrebbero diventare: uno spazio per l’arte e l’artigianato di qualità, oltre che una testimonianza viva del passato e del presente agricolo del borgo.
Qualche anno fa Di Gifico ha raccolto la sfida ed ha aperto il suo studio in alcuni locali del podere San Carlo. Mentre si susseguivano i progetti per la riqualificazione dei fabbricati sul viale che porta alla Palazzina lui ha preferito passare all’azione e resiste. Il primo bando della Regione per l’insediamento di attività a Stupinigi aveva portato, proprio lì a fianco, anche l’apertura di un noleggio di biciclette che però è durato poco. Il parco offre grandi opportunità per le escursioni in bici, ma arrivarci resta pericoloso, perché il viale e l’anello attorno alla Palazzina di Caccia sono molto trafficati.
La Regione aveva annunciato un nuovo bando per l’assegnazione di alcuni spazi un tempo destinati alla vita sociale della frazione (negozi, ufficio postale, ambulatorio), ma questo tarda ad arrivare e così la bottega del pittore rimane per ora un caso isolato, anche se l’esperienza è decisamente interessante.
Nei locali, allestiti con gusto, Giorgio Di Gifico dipinge, espone una personale permanente delle proprie opere e tiene anche qualche corso di disegno e pittura. Non di rado i visitatori della Palazzina fanno una sosta per ammirare i suoi quadri.
Di Gifico, 62 anni, vanta comunque un curriculum artistico di tutto rispetto. Nato in Brasile, dopo aver vissuto qualche anno in Basilicata nel 1970 si è trasferito in Piemonte e qui ha frequentato il liceo artistico e l’università laureandosi in Architettura. Si è poi dedicato all’insegnamento delle discipline artistiche nelle scuole medie ed ha continuato a dipingere conseguendo numerosi premi e partecipando a moltissime mostre in tutta Italia. Partito dal neo – espressionismo, ha poi sviluppato stili e tematiche del tutto personali che gli sono valsi i consensi della critica.
La sua recente produzione, esposta con successo in diverse gallerie della penisola, è un’acuta riflessione sulla contemporaneità, attraverso l’esplorazione della figura umana nella vita quotidiana in città con una spiccata attenzione sui temi ambientali: “Un paesaggio urbano capace di rappresentare la vitalità nevrotica e caotica della città, in cui la folla è minacciata dal traffico torrenziale delle auto, fermata dai semafori rossi, intralciata da lavori in corso, soffocata dall’inquinamento acustico e atmosferico. L’uomo, incapsulato in queste trappole quotidiane, sembra ormai accettare questo stato come il suo habitat naturale, ma appare disorientato e quasi rassegnato ad una quotidiana condizione di anonimato e marginalità”.
Ebbene sì, a Stupinigi, a due passi dai capolavori del barocco, troviamo anche la contemporaneità di questo artista nichelinese.