22
Mer, Mag
81 New Articles

Il triste spettacolo dei rifiuti abbandonati

Cronaca
Typography

Cosa sarà che spinge la gente a gettare un vecchio televisore o un materasso in mezzo ad un’aiuola?

Forse l’idea che prima o poi qualcuno passerà a raccoglierlo, dato che lì vicino c’è un cassonetto per la raccolta differenziata della plastica. Così alla fine avverrà, ma passeranno giorni e giorni: il camion che svuota i cassonetti della plastica non potrà caricare l’immondizia sparsa intorno e il Covar 14 dovrà far intervenire un altro mezzo apposta. Moltiplicate l’operazione per dieci, per cento, per mille e vi farete un’idea di quanto possa incidere questo servizio extra sulla bolletta e su tutta la collettività.

L’abbandono dei rifiuti sul territorio resta un problema. Tuttavia non è imputabile solo a qualche isolato cittadino, maleducato e distratto, che per pigrizia non va all’ecocentro o non chiama il numero verde per il ritiro degli ingombranti.

Gli scempi più grossi quasi mai avvengono per opera di residenti nella zona che, per quanto superficiali ed autolesionisti possano essere, non si capisce quale vantaggio abbiano dall’accatastare enormi cumuli di masserizie sotto casa. Perché di questo talvolta si tratta.

Mobili smontati, sanitari, macerie, due o tre frigoriferi per volta e chi più ne ha più ne metta. Mucchi che compaiono dalla sera alla mattina: roba che nemmeno quando si fa trasloco si riesce a  mettere insieme e a trascinare giù per le scale.

Infatti di norma la scena è un'altra. Arriva un furgone, posteggia vicino all’isola ecologica, scendono in due o tre, scaricano e se ne vanno. Ultimamente è un po’ più difficile farla franca: le telecamere installate in alcuni punti del territorio cittadino e le segnalazioni di cittadini, riusciti a prendere i numeri di targa, hanno consentito alle forze dell’ordine di identificare diversi  “scaricatori” e sono partite multe salatissime. Ma il fenomeno persiste. 

Una curiosa forma di “turismo della monnezza”. Capita che un furgone parta da Orbassano per venire a scaricare vettovaglie varie vicino ad un cassonetto in via XXV Aprile a Nichelino. L’impressione è che stia prendendo piede una sorta di sistema parallelo di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Tutto abusivo, ovviamente. Si va da chi gira per la città in cerca di materiale di recupero – e questo sarebbe il meno – ad improvvisati “svuota cantine” che non si capisce bene dove portino poi tutta la mercanzia. Fino alle aziende che per risparmiare trovano il modo di disfarsi alla spicciolata di residui delle lavorazioni. Recentemente sono stati presi di mira alcuni terreni tra Nichelino e Vinovo.

Volendo salire di livello si arriva a reti decisamente preoccupanti. Ultimamente in tutto il nord Italia si è diffusa la “moda” (che è anche un florido business) di riempire di rifiuti capannoni industriali abbandonati, che non mancano purtroppo, e poi di darvi fuoco.

Qualche rogo, sospetto e doloso, nell’ex Acerbi - Viberti c’è già stato e si è parlato di rimasugli dei rave party. Rimasugli piuttosto abbondanti per quantità, a giudicare da foto in circolazione sul web. Sarà dunque il caso di tenere gli occhi ben aperti.