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Nuovo ospedale unico, se ci sei batti un colpo

Cronaca
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Che fine avrà fatto il nuovo ospedale unico dell’ASL To 5? Gli ultimi avvistamenti risalgono a circa un anno fa, quando la Regione

confermò l’investimento nel piano di edilizia sanitaria: fondi in parte già disponibili ed il resto da reperire attraverso un “project financing”, cioè tramite l’intervento di investitori privati. Il sito dove costruire la struttura, dopo un paio d’anni di accese dispute tra Comuni, era stato infine individuato in località Cenasco, tra Moncalieri e Trofarello, al fondo della zona industriale del Vadò.

Soddisfatta Moncalieri, Nichelino così così, mentre più di un mugugno e migliaia di firme contro si sono registrate da Chieri e Carmagnola, penalizzate in termini di distanza e dalla prospettiva di chiusura dei rispettivi nosocomi. Ma tant’è, la Regione ormai ha deciso. Il nuovo ospedale avrà circa 460 posti letto e servirà tutto il territorio dell’ASL TO 5.

L’impressione è stata di trovarsi finalmente al nastro di partenza per il pronti via.

Invece da mesi tutto tace e sorge il dubbio che si stia assistendo ad un film già visto. Anzi a dire il vero l’opera sul nuovo ospedale di Moncalieri sta andando in scena, a puntate, praticamente dal dopoguerra e sul copione si sono misurate generazioni di politici ed amministratori della prima e seconda repubblica.

Sarebbe troppo lungo narrare le puntate precedenti. Basti dire che l’andamento è di tipo ciclico, più o meno decennale: ondata di proteste e lamentele sull’obsoleto ospedale Santa Croce – restauri e ristrutturazione di alcuni reparti – dibattito sulla localizzazione del nuovo ospedale – individuazione del sito – pausa di riflessione – studio di fattibilità – ricerca dei finanziamenti – pausa di silenzio – ondata di proteste… dopo di che il ciclo riprende. E l’antico Santa Croce è sempre là con la sua rampa che risale la collina, con il suo mini-parcheggio perennemente intasato e a debita distanza da un mezzo pubblico, con il suo pronto soccorso in fondo a un viottolo a senso unico

L’ultimo ciclo completo risale a una decina di anni fa quando il nuovo ospedale di Moncalieri sembrava cosa fatta in zona Carpice. I finanziamenti alla fine non si trovarono e forse meno male, perché sennò adesso saremmo qui a discutere di un ospedale costruito su un’ex discarica a rischio di esplosioni da biogas.

Il ciclo in corso è incentrato sull’ospedale unico in località Cenasco con l’abbandono delle attuali strutture ospedaliere di Moncalieri, Chieri e Carmagnola. Ma da un anno tutto tace. Brutto segno, se non accadrà nulla entro le elezioni regionali della prossima primavera. Significa che l’ennesimo ciclo si sta chiudendo.

Anche perché i riflettori e le risorse della Regione sembrano tutti puntati sul costruendo Parco della Salute in zona Lingotto, il nuovo maxi polo ospedaliero che dovrà prendere il posto di Molinette, Sant’Anna, Regina Margherita e Cto. Qui l’impresa ha visto una brusca accelerazione. La Regione ha annunciato che entro la fine dell’anno saranno pubblicati i bandi per iniziare la selezione dei progetti e per la gara di appalto per la bonifica dell’area ex Fiat Avio dove sorgerà il complesso. Alla convention organizzata il mese scorso per fare il punto sulla situazione è intervenuta una folla di investitori anche da Oltralpe, di studi di ingegneria, di operatori del settore medicale e dell’impiantistica. C’è grande interesse; tutto lascia pensare che il Parco della Salute si farà e che a breve partiranno i cantieri. Grandi numeri in ballo: 127 mila metri quadri, posti letto oltre il migliaio, università, ricerca, laboratori ad alta specializzazione. L’orizzonte temporale indicato per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero è di 5 anni, qualcuno azzarda entro il 2024.

Mentre sta nascendo un colosso del genere è forse un po’ troppo ottimistico pensare che la Regione trovi il modo di occuparsi dell’ospedale ASL To 5 prima del 2025. Sempre che a quel punto non s’alzi su qualcuno a dire: avete il Parco della Salute a due passi, a che serve un altro ospedale nell’area di Torino Sud?