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Una tradizione che si rinnova

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Anche quest’anno a Nichelino si celebra una tradizione molto sentita: la Festa di Sant’Antonio Abate in programma sabato 17 gennaio 2026,

un evento che unisce spiritualità e convivialità, coinvolgendo cittadini di tutte le età.

La giornata prenderà il via alle ore 17.30 con la benedizione degli animali e dei mezzi agricoli davanti alla chiesa antica della Santissima Trinità dove è conservata una statua lignea di Sant’Antonio Abate con il maialino che da secoli lo accompagna nell’iconografia.  A seguire, alle ore 18.15, sarà celebrata la Santa Messa nella chiesa grande della Santissima Trinità.

La festa proseguirà in serata con una cena al coperto, prevista per le ore 20.00 nella piazza del Municipio – piazza Giuseppe Di Vittorio. Il ricavato della serata sarà interamente donato in beneficenza.

I priori Caterina Bianchin ed Edoardo Bosso invitano tutta la cittadinanza a partecipare a questo importante momento di incontro e condivisione. La quota di partecipazione alla cena è di 50 euro a persona, con menu bambini a 20 euro. È richiesta la conferma della presenza entro il 10 gennaio 2026, contattando Caterina o Edoardo ai seguenti recapiti:

📞 Caterina: 338 466 4612
📞 Edoardo: 335 120 8723

(Eventuali intolleranze alimentari sono da segnalarle al momento della prenotazione.)

LE ORIGINI DELLA FESTA SI SANT’ANTONIO ABATE

La Festa di Sant’Antonio Abate si celebra ogni anno il 17 gennaio, richiamando ancora oggi una tradizione profondamente radicata nel passato contadino.  Nelle comunità rurali del passato, i fedeli si riunivano nel cuore  dell’inverno per chiedere la protezione di Sant’Antonio, protettore degli agricoltori e degli animali domestici che all'epoca rappresentavano un  indispensabile strumento di lavoro e fonte di sussistenza.  Si è tramandato nel tempo il rito della benedizione degli animali domestici – oggi soprattutto cani e gatti – e delle macchine agricole in sostituzione di buoi, cavalli e altri animali da lavoro che un tempo dominavano la vita rurale.

Sant’Antonio Abate (vissuto tra il III e il IV secolo d.C.) è uno dei più antichi e venerati santi della tradizione cristiana. Nato in Egitto, scelse la vita di eremita nel deserto della Tebaide, dedicandosi alla preghiera e alla contemplazione. La sua figura ha ispirato la nascita di una profonda devozione popolare in tutta Europa.

È tradizionalmente rappresentato nell’iconografia con un maialino ai suoi piedi, simbolo della sua connessione con gli animali e con la vita contadina – ma anche della sua associazione con il simbolo del demonio sconfitto dalla fede.

Nel Medioevo, l’Ordine dei Frati Antoniani (sorto come ordine ospedaliero) divenne famoso per la cura dell’herpes zoster, una dolorosa infezione nota come “fuoco di Sant’Antonio”. Per questa malattia svilupparono rimedi basati su un unguento medicamentoso ricavato dal grasso dei maiali che loro stessi allevavano.