Il 9 febbraio presso la Regione Piemonte è stato siglato l'accordo di Cigs (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) tra rappresentanze sindacali e Gs spa (marchio Carrefour) per 6 ipermercati nell’area torinese tra cui quello di Nichelino.
“Per i collaboratori degli ipermercati coinvolti – si legge in un comunicato di Carrefour Italia - sarà previsto il ricorso alla cassa integrazione a rotazione per un monte ore complessivo pari al massimo al 15% del totale, il cui trattamento verrà totalmente anticipato dall’azienda.
Questa soluzione permetterà di salvaguardare il livello dell’impiego e di portare avanti un processo di semplificazione e efficientamento dell'organizzazione delle attività nei punti vendita interessati, finalizzato al recupero della sostenibilità economica e al loro rilancio, anche grazie all'investimento per l’implementazione del nuovo modello Maxi, orientato alla produttività, semplificazione e convenienza e per l’ammodernamento dei punti vendita. Carrefour Italia conferma la volontà di consolidare la propria posizione in Piemonte, che costituisce uno dei territori di maggiore presenza dell’insegna, attraverso la propria rete diretta e lo sviluppo della formula franchising”.
Da parte sindacale l’accordo è valutato positivamente, in quanto “ha il merito di tutelare la continuità occupazionale e la garanzia dei salari. L'intesa prevede l'anticipazione del trattamento di cassa in busta paga, la maturazione integrale di tutti gli istituti differiti, la riduzione del periodo nonché della percentuale massima di Cigs. L'attuazione della Cigs verrà monitorata tra le parti mediante appositi incontri ogni 45 giorni. Filcams, Fisascat e Uiltucs di Torino, insieme alle rappresentanze sindacali dei punti vendita, ritengono di aver raggiunto la miglior intesa possibile a tutela dell'occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori”.
La Cigs resta comunque un segnale preoccupante, verrebbe da dire l’ennesimo, per l’occupazione nell’area torinese. Carrefour Italia, leader nel settore della grande distribuzione, ha avviato la procedura per la cassa integrazione, per la durata di un anno, per circa 900 dipendenti. Sono sei i punti vendita interessati, su un totale di 43 attualmente attivi in tutto il Piemonte: Burolo, Torino Corso Montecucco, Nichelino, Grugliasco, Collegno e Moncalieri Rossi.
Si tratta quindi di ipermercati storici, spesso inseriti in importanti centri commerciali. Per quanto riguarda quello di Nichelino la richiesta riguarda ben 206 dipendenti mentre a Moncalieri saranno 123. Una Cig per “crisi aziendale” e non per ristrutturazione e non è una differenza di poco conto.
Sotto l’incalzare dell’e-commerce la crisi si fa sentire anche negli ipermercati e nelle shopville che fino a qualche anno erano sulla cresta dell’onda.
Le brutte notizie però non si fermano qui in quanto i lavoratori coinvolti sono più di quanto era stato ventilato in un primo tempo: saranno oltre 1000 e cioè quasi la metà dei dipendenti diretti di Carrefour nella città metropolitana di Torino. Resta quindi l'apprensione tra tutti i dipendenti, considerato che molti fra questi sono a contratto part-time o rappresentano l’unico reddito in famiglia.
GF