Nella scorsa primavera a Nichelino era stata annunciata una svolta: un maxi finanziamento di fondi Pnrr per potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti.
Le principali migliorie: adeguamento dei cassonetti, nuovi contenitori condominiali per plastica/vetro e “tariffa puntuale”, cioè un sistema che consenta di far pagare la tassa rifiuti in base a effettivi consumi e corretto conferimento. Addirittura dovrebbero essere installati microchip e apparecchiature di rilevazione automatica della quantità e qualità di rifiuti introdotti.
Almeno per ora la “rivoluzione” non s’è vista. Comunque sia le migliorie dovrebbero entrare a regime entro il 2026, termine ultimo per l’utilizzo dei fondi Pnrr. Entro questa data in tutti Comuni del Covar 14, compresa Nichelino, entrerà in vigore (salvo proroghe) la tariffa puntuale.
In città però il tema dell’igiene urbana continua a tenere banco, soprattutto sui social. Su facebook si moltiplicano i post e ricchissime gallerie di immagini su una situazione che a detta di molti tende a peggiorare anziché a migliorare. Nonostante l’occhio vigile delle telecamere in parecchie zone si lamenta la presenza di cassonetti costantemente strapieni con sacchetti accatastati a bordo strada e sui marciapiedi. Sovente i sacchetti contenenti l’organico si rompono (qualcuno dice che è colpa dei corvi o dei topi) e l’immondizia si sparpaglia tutto intorno. Si aggiunge il fatto che talvolta i coperchi sono rotti, altri lamentano gli scarsi lavaggi dei cassonetti perennemente incrostati e maleodoranti. Le campagne delle “isole ecologiche itineranti” contro l’abbandono di rifiuti sul territorio, al di là del pur pregevole valore di sensibilizzazione, sembrano destinate a non incidere in modo significativo sull’aumento di percentuale della differenziata.
Finché non si risolverà l’annosa questione delle autorizzazioni al posizionamento dei cassonetti condominiali sulla pubblica via, è difficile pensare ad un’inversione di tendenza. Ammesso che la quantità dei contenitori in relazione al numero di abitanti e le frequenze di svuotamento siano correttamente dimensionate, è comunque invalsa l’abitudine di considerare questi cassonetti a disposizione di tutti e non solo dei residenti dei caseggiati interessati. Questi spazi di fatto si trasformano in mini discariche di quartiere, senza contare i “contributi esterni” da parte di utenti di passaggio.
Il risultato è che troppe persone continuano a buttare l’immondizia dove e come capita.
A.D.