Si sfidano pro e contro, nella piazza del cimitero cittadino, a causa di un progetto utile, ma poco popolare.
Potrebbero partire a giorni i lavori per trasformare l’area grande, dove si celebrano le Messe di novembre in onore dei Santi e in memoria dei morti, destinata a cambiare funzione e a ospitare, entro l’estate, 205 fosse per le salme estumulate, ma solo parzialmente decomposte. “Non abbiamo alternative – afferma Carmen Bonino, assessora con delega ai servizi Demografici – Ci sono 1.056 tombe in scadenza, bloccate a partire dal 2015, perché nel cimitero non si è trovata un’area dove interrare i corpi non deperiti. E parliamo di tanti casi: il 50% dei defunti esumati. Un caso particolare, quello della nostra città, probabilmente dovuto alle condizioni di umidità o di areazione dei loculi”.
La carenza di sepolcri è un problema che si ripropone periodicamente e i confini del cimitero sembrano non avere mai abbastanza sfogo. L’ultimo ampliamento, nel campo 12, conta circa 900 loculi già realizzati e per costruire gli altri 800 previsti va trovato 1 milione e mezzo di euro.
Al momento della sepoltura, le tombe sono date in concessione, dal Comune, per 30 anni. Alla scadenza, se necessario, i resti vengono interrati per altri 5 anni, che dovrebbero bastare ad accelerare la consunzione, oppure possono essere avviati direttamente alla cremazione, ma a carico dei privati. “Stiamo valutando se possiamo fare una convenzione con il forno crematorio, per incenerire queste salme a spese del Comune – annuncia Bonino – Ma è, comunque, una soluzione adottabile solo con il consenso dei parenti e non tutti accettano. La realtà, oggi, è che abbiamo 300 celle cinerarie e poco meno di 100 loculi disponibili. Se non liberiamo spazi, entro luglio, il rischio è mandare i nostri defunti fuori Nichelino. Avere un campo per gli interramenti, entro brevissimo, è una necessità e quell’area di ghiaia è utilizzata per le Messe solo 2 volte all’anno mentre, per il resto del tempo, è ingombra di mezzi di servizio”.
Chi ha acquistato le edicole funerarie sulla piazza, però, oggi è doppiamente deluso. “Quando la mia famiglia prese la cappella, nel 2006, in Comune ci dissero che questo spiazzo sarebbe diventato una sorta di giardino della quiete, con alberi e panchine – ricorda Sergio Ferrio, ex consigliere comunale che, con la sorella Bruna, è portavoce del malcontento mormorato nel camposanto – Non solo non è stato fatto nulla per abbellire lo spiazzo, ma ora eliminano anche la sede per la Messa concelebrata dai parroci della città, l’unico evento realmente condiviso da tutta la comunità cattolica nichelinese. È un segnale sgradevole e non è l’unico perché, in generale, sulla manutenzione del cimitero c’è molto da recriminare”.
“Di un vecchio progetto, per quell’area, non so nulla – ammette Bonino – La scelta di oggi è, lo ripeto, un’assoluta necessità. Abbelliremo l’area e faremo una cosa carina, non certo un ‘rimessaggio’ per i morti reinterrati. L’effetto sarà sicuramente più bello di adesso”.
Intanto c’è già chi teme che, fra 5 anni, esumati i resti sepolti oggi, le fosse in terra potrebbero lasciare il posto a un prolungamento del campo in cemento a più piani, con la balaustra affacciata sulla piazza. Voci a cui Bonino replica decisa: “Lì non si costruirà proprio nulla. Se sarà necessario un ulteriore ampliamento, sarà programmato e realizzato altrove”.
E che ne sarà della messa di Ognissanti? L’ipotesi è spostare le celebrazioni fuori dai cancelli, nella piazzetta rotonda davanti al giardinetto dei Caduti. Un’alternativa gradevole, ma decisamente più piccola e pianeggiante, mentre la balconata in questi anni ha prestato all’altare grande visibilità. Sul trasferimento i parroci nichelinesi si interrogano. “Della trasformazione di quell’area ci ha parlato il sindaco, ma in via informale – ammette don Gianfranco Sivera, moderatore delle quattro parrocchie e voce ufficiale dell’Unità Pastorale – Ci rendiamo conto che il Comune, in questa situazione, ha poca libertà di movimento, ma nessuno ci aveva prospettato tempi così brevi. Ci stiamo confrontando, anche per capire cosa ne pensa chi il cimitero lo frequenta, non solo per la Messa, ma tutto l’anno”.
Cristina Nebbia