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Dom, Lug
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Crisi del commercio, una città in declino

Cronaca
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Con un’inflazione al 12,00% su base annua e le perduranti tensioni sul fronte energetico c’è da aspettarsi di tutto. Prezzi sempre più in su, la gente compra di meno,

secondo le stime della Confcommercio nel periodo in cui di solito i consumi con le tredicesime si impennano toccheranno invece  il minimo storico da 15 anni a questa parte.

Specialmente la grande distribuzione si era mossa con largo anticipo per la campagna natalizia, nel corsie  stipate di prodotti la gente accorreva a frotte, ma i prezzi rispetto all’anno scorso sono lievitati e i carrelli restano semivuoti. Già prima della pandemia del resto gli ipermercati avevano rallentato la corsa, sotto la pressione del boom del commercio online. Anche i grandi gruppi hanno dovuto rapidamente aggiustare il tiro: meno personale e meno superfici destinate alla vendita diretta, più magazzini e soprattutto più consegne a domicilio per la merce acquistata on line. Persino marchi storici hanno dovuto ridurre i punti vendita e, dietro l’apparenza di vetrine sfavillanti, sono in crescente difficoltà.

Tengono il passo i supermercati di quartiere (a Nichelino ne sono stati aperti di nuovi) e soprattutto i discount, dove la gente cerca di risparmiare.

E il commercio di vicinato?

Nichelino non fa testo, perché nell’ultimo ventennio è stato comunque falcidiato dall’apertura di enormi centri commerciali nella zona. Secondo i dati della Camera di Commercio in Piemonte negli ultimi mesi nei settori del commercio tradizionale c’è stata una piccola ripresa, soprattutto nei paesi e nei centri di provincia, contribuendo a rivitalizzare anche la socialità e la vivibilità di questi luoghi. In periferia invece è più difficile contrastare il processo di desertificazione, come testimoniano le decine di saracinesche abbassate a Nichelino, in via Torino, via XXV Aprile, via Juvara fornendo l’immagine di una città in inesorabile declino. Onore ai negozi che resistono!  

Forse certe politiche socio economiche dovevano essere meglio ponderate, anziché guardare alle periferie come a un inesauribile serbatoio di consumatori.  

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