È prevista nella primavera del 2022 la consegna degli 88 alloggi dell’Housing sociale Debouché, il nuovo insediamento residenziale realizzato dalla Cooperativa G. Di Vittorio.
Gli appartamenti da assegnare in locazione sono di varie metrature, qualche giorno fa è scaduto il termine per la presentazione delle domande: i canoni, comprensivi di box auto, vanno dai 370 euro al mese per un bilocale (soggiorno/cucina e camera) ai 430 euro mensili per un trilocale (soggiorno/cucina e due camere). Dopo 20 anni gli inquilini avranno la possibilità di acquistarli al prezzo concordato, già fissato al momento dell’inizio del contratto di affitto (in ogni caso i canoni non saranno considerati come acconto sul prezzo dell’eventuale acquisto). Tredici di questi alloggi saranno assegnati per far fronte ad emergenze abitative segnalate dai servizi sociali del Comune.
“L’architettura contemporanea, con volumi articolati nei profili altimetrici e nelle piante, dialoga con identità in un qualificato contesto di bordo urbano”, illustra la Cooperativa Di Vittorio. L’Housing Debouché si prospetta come intervento edilizio di qualità con impianti tecnologici di ultima generazione, ma anche come occasione per sperimentare “un nuovo modo di abitare che sappia promuovere occasioni di socializzazione e apertura al territorio, facilitando la quotidianità delle persone, in particolare di quelle più anziane".
Dopo l’Housing sociale della Cooperativa Di Vittorio il nuovo quartiere dovrebbe espandersi con altri edifici residenziali fino ad arrivare a 600 alloggi, comprese tre torri di venti piani.
Negli ultimi mesi però con l’avanzare dei cantieri non sono mancati commenti negativi, soprattutto a causa della vicinanza dei cinque caseggiati tra di loro e per il fatto che sono praticamente a ridosso della due nuove R.S.A. Si aggiungono le perplessità sull’impatto acustico dovuto al traffico della tangenziale. Le maggiori critiche all’intervento sono arrivate dai Verdi che puntano il dito sul consumo di suolo agricolo e sulla mancata priorità al recupero del patrimonio edilizio esistente. Dal canto suo l’attuale Amministrazione Comunale ha ribadito che il nuovo assetto urbanistico dell’area tra via Debouchè e la fascia d’interdizione della tangenziale era già stato deciso dalle precedenti amministrazioni e che a questo punto era impossibile bloccare l’insediamento, notevolmente ridimensionato però rispetto alle previsioni originarie.
Il primo progetto in effetti risaliva al 2004 è portava la firma dell’archistar Massimiliano Fuksas, celebre anche per le sue esternazioni (…una delle più recenti in pieno lockdown: “Ci vuole una legge che vieti la costruzione di case più piccole di 60 metri quadri”.
Qualcuno a Nichelino continua a chiamarlo impropriamente “quartiere Fuksas”, ma i progetti successivi l’hanno completamente modificato ed è rimasto solo il nome, come il grattacielo del Lingotto, ideato vent’anni fa, disconosciuto da tempo dal grande architetto.