Si sta assistendo ad un vero e proprio boom di venditori porta a porta che mettono in atto pratiche aggressive o scorrette per convincere i consumatori a cambiare fornitore di luce e gas.
Con l’emergenza Covid sono aumentati in modo sensibile tentativi di estorcere contratti per forniture di luce e gas attraverso addetti che si recano direttamente presso il domicilio dei consumatori e utilizzano le tecniche più disparate per convincere i cittadini, specie anziani, a firmare contratti. Spiega l’associazione di consumatori Consumerismo: “una delle strategie più utilizzate sfrutta la confusione in merito al passaggio al mercato libero dell’energia (ora spostato al 2023) con i venditori che affermano che il mercato tutelato è finito e occorre obbligatoriamente passare a quello libero. Altra tecnica è quella di fingersi rappresentanti delle imprese di distribuzione che devono compiere interventi sui contatori: in questo caso vengono chiesti agli utenti dati dei contratti e sottoposti nuovi documenti da firmare che, in realtà, nascondono a tutti gli effetti contratti di fornitura .
Ecco alcuni consigli utili per evitare brutte sorprese.
- Se non si è interessati a proposte commerciali, non aprire la porta: basterà dire “no grazie” per evitarsi fastidi e problemi;
- Ricordare che nessun operatore di società energetiche, telefoniche, bancarie o assicurative è autorizzato a riscuotere denaro direttamente presso il domicilio degli utenti;
- Gli operatori che bussano alla porta devono obbligatoriamente indossare un cartellino identificativo, riportante il nome dell’addetto e della società per cui lo stesso lavora;
- Non mostrare (nemmeno se viene richiesto) alcun documento o alcuna bolletta che contenga i vostri dati personali;
- Non credere alle promesse di astronomici risparmi in bolletta e non firmare mai alcun documento o contratto prima di aver letto attentamente tutte le condizioni;
- Se si è interessati alla proposta commerciale, farsi lasciare la relativa documentazione e valutarla con calma e attenzione, senza alcuna fretta, comparando le varie offerte presenti sul mercato;
- Qualora si firmi un contratto per errore o dietro inganno, o anche nei semplici casi in cui non si è più convinti dell’offerta stipulata, è sempre possibile esercitare il diritto di ripensamento entro 14 giorni dalla ricezione del contratto, inviando una raccomandata alla società e comunicando il recesso