Bisognerà, prima o poi, affrontare seriamente il problema dei cinghiali. Il numero continua ad aumentare
e la loro presenza si fa sentire non solo in campagna (per i danni provocati all’agricoltura), ma anche nelle scorribande in città. La collina torinese ne è piena e non è raro scorgerli tranquillamente a passeggio, in cerca di cibo, in corso Moncalieri o anche al di qua del Po, praticamente in pieno centro.
Ma il pericolo più grosso riguarda la circolazione stradale, specialmente di notte. Di recente qualche settimana fa in Piemonte si è nuovamente verificato un incidente mortale, in questo caso gli ungulati erano riusciti a trovare un varco nella recinzione di un tratto autostradale e l’impatto, data la velocità dei veicoli coinvolti, è stato violentissimo.
Nel parco di Stupinigi – una delle zone più frequentate nei pressi della città - gli attraversamenti sono all’ordine del giorno. Le campagne di abbattimento negli ultimi anni hanno incontrato la forte opposizione delle associazioni animaliste che considerano queste misure inutili o addirittura controproducenti. L’intervento dei cacciatori all’interno di un territorio, con utilizzo di fucili e cani, può infatti infatti determinare dispersioni e fughe incontrollata degli animali facendo aumentare la probabilità di attraversamenti improvvisi sulle strade e quindi di incidenti. Anche in Piemonte l’abnorme proliferazione dei cinghiali avrebbe avuto origine qualche decennio fa a seguito della reintroduzione a fini venatori di alcuni esemplari in zone dove la specie non era mai stata presente o era considerata estinta.
In regione la Giunta guidata da Cirio è propensa a favorire e a riprendere le campagna di abbattimento selettivo. Da parte della minoranza in consiglio regionale si punta invece a soluzioni alternative, come campagne di sterilizzazione e impiego di dissuasori acustici.
Intanto gli incidenti provocati dai cinghiali continuano. Teoricamente la legge regionale prevede un fondo per il risarcimento dei danni provocati dalla fauna selvatica, ma da molti anni il fondo non è adeguatamente finanziato.