La Città di Torino, proprietaria del viale principale che conduce alla Palazzina di Caccia e della grande rotonda stradale,
sta eseguendo una campagna di verifiche e di interventi per mettere in sicurezza il patrimonio arboreo. Una delle caratteristiche del complesso juvarriano è costituita proprio dalle geometrie dei filari, formati in prevalenza da pioppi cipressini che si dipartono a raggiera dalla palazzina e che sono diverse centinaia.
Però il pioppo (in piemontese “arbre”) ha un ciclo vitale relativamente breve, intorno ai 40 - 50 anni, dopo di che deve essere abbattuto perché l’apparato radicale diventa instabile; la pianta, attaccata da funghi e malattie, tende a seccare. In compenso i nuovi esemplari crescono molto rapidamente, anche se per ragioni estetiche e agronomiche è preferibile procedere al reimpianto delle alberate per lunghi tratti. Una quindicina di anni fa ad esempio erano stati sostituiti in blocco tutti i pioppi della rotonda, dato che alcuni esemplari si erano schiantati al suolo specialmente durante i temporali, con grave pericolo per la circolazione stradale.
Di recente si è registrato un aumento delle infezioni da Armillaria e Ganoderma, funghi patogeni che provocano cavità all’interno del tronco indebolendolo. L’epidemia ha determinato l’eliminazione di circa 200 pioppi nell’arco dell’ultimo decennio.
Ora sul viale principale di Stupinigi un’altra quindicina di pioppi è sicuramente da abbattere e molti altri sono da monitorare con attenzione. Gli esperti stanno studiando la soluzione migliore per riempire i vuoti creati dopo gli interventi di risanamento. Tra le opzioni c’è anche l’impiego di specie arboree più resistenti, come da oltre un secolo già sperimentato in corrispondenza dei poderi nel tratto terminale di viale Torino. Qui il viale è formato in prevalenza da querce. In caso di scelta di questa opzione l’inconveniente è che dovrà essere alterato, seppur di poco, l’originale disegno paesaggistico concepito dall’architetto Filippo Juvarra per Stupinigi.