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Zuppa alla pavese

Pillole di storia
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In inverno, dopo gli stravizi delle feste natalizie e con il freddo, non c’è niente di meglio di una minestra calda,

corroborante ed energetica, vero “comfort food” che delizia il palato, ristora il fisico e ritempra lo spirito. Non si deve andare lontano per trovare le soluzioni, la cucina italiana mette a disposizione molte ricette di zuppe di origine contadina, antiche e povere, a base di pane, brodo e poco altro, spesso nate per non sprecare lo scarso cibo a disposizione. Lo stesso termine “zuppa” deriva dal gotico “suppa” ossia “fetta di pane inzuppata”. La zuppa alla pavese è tra le più note in Italia e all’estero, è semplice negli ingredienti, uova, pane tostato, formaggio e brodo, è delicata e nutriente ed ha una storia antica e nobile.

Nel 1525 il Re di Francia Francesco I, dopo aver conquistato la città di Milano, decise di prendere anche Pavia sottoponendola ad un lungo assedio. In aiuto della città accorse l’Imperatore Carlo V di Spagna, da tempo avversario del Re per la supremazia del Nord Italia, che giunse con i suoi lanzichenecchi fin sotto le mura del castello Visconteo. Il 24 febbraio 1525 la battaglia di Pavia fu terribile e cruenta e si concluse con la resa di Francesco I.

Narra una leggenda che subito dopo la cattura gli Spagnoli portarono il Re in una cascina poco lontano dal castello dando ordine ai proprietari di medicarlo e sfamarlo. La cuoca locale, non avendo scorte di cibo, mise insieme il poco che aveva in dispensa: pane secco, uova, formaggio e brodo. Abbrustolì il pane sul fuoco, lo mise in una ciotola e coprì con formaggio grattugiato, poi dispose sul pane alcune uova e versò sopra abbondante brodo caldo, creando così un piatto degno di essere servito a un sovrano. Francesco apprezzò molto e quando tornò in Francia si consolò introducendo la ricetta alla corte di Francia. Ancora oggi sul muro della cascina Repentita a Pavia esiste una lapide che ricorda “Francesco I° Re di Francia avversato su questi campi dalla sorte delle armi il 24 febbraio 1525 cadeva prigioniero dell’emula Spagna orgogliosa di tanto trionfo”.

Ed ecco la ricetta del libro “Le Ricette Regionali Italiane” da Anna Gosetti della Salda: porre a scaldare un litro di brodo di carne, friggere nel burro 8 fette di pane francese e rosolarle su due lati, fino a renderle croccanti. Posare due fette per ogni piatto, possibilmente fondo e riscaldato, adagiare su ogni fetta un uovo intero, cospargere con parmigiano grattugiato poi versare il brodo ben caldo senza farlo andare sulle uova.

Maria Cristina Grassi

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