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"Idolo", il motore di camion nel Sangone

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È Mike Nelson, artista di fama internazionale, l’autore della prima Opera d’Arte per Mirafiori, realizzata nell’ambito di un programma promosso dalla Fondazione Mirafiori insieme a un gruppo di esperte d’arte contemporanea e rigenerazione urbana.

L’opera, intitolata “Idolo”, è collocata nell’alveo del fiume Sangone, nei pressi della passerella ciclo-pedonale che collega il Boschetto all’area del Mausoleo della Bela Rosin.

L’opera, un “motore FIAT 650 N con componenti dorate”, si ispira alla storia industriale del quartiere e dialoga con il paesaggio naturale del Sangone. Il motore, collocato nelle acque basse del torrente, emerge e scompare a seconda del livello dell’acqua, evocando l’immagine di un tesoro perduto e ritrovato.  È stato ancorato con catene per evitare che venga trascinato via da qualche piena.

"L’artista ha scelto questo luogo affascinato dalla natura del torrente Sangone, intrecciando memoria industriale e forza del paesaggio naturale", ha dichiarato il sindaco di Nichelino Tolardo in un’intervista a Torino Oggi in occasione della cerimonia inaugurale

Di certo l’opera sta suscitando l’interesse dei passanti e facendo discutere. E non mancano gli equivoci, in quanto molti pensano che il motore sia un rifiuto ingombrante e inquinante abbandonato, anche se una targa affissa alla passerella ne indica la presenza. Qualche anno fa, per esempio, dentro il Sangone, vicino alla passerella pedonale, era rimasta a lungo la carcassa di un’auto, forse rubata, ma nessuno aveva pensato a un’opera d’arte.

«Il motore di camion dismesso degli anni Sessanta – ha spiegato Mike Nelson – nella sua condizione di abbandono, funziona secondo una duplice lettura. È, al tempo stesso, ciò che è, ossia un motore Fiat 650 N in disuso, ma è anche una scultura. È il tesoro che ha fornito le risorse per costruire l’ambiente che lo circonda, un aspetto messo in risalto dall’aggiunta di sezioni placcate in oro. Tuttavia, questi strati d’oro sono solo di pochi micron di spessore e, col tempo e con l’innalzarsi delle acque, verranno erosi, lasciando nuovamente esposto il metallo di base. Sembra che il corso della vita umana non faccia che ripetersi, intrecciandosi al nostro ambiente, in dialogo o spesso in contrasto con il mondo naturale».

«Intrecciando memoria e presente – ha commentato Rosanna Purchia, assessora alla Cultura della Città di Torino – Idolo invita a riflettere su come la storia di Torino possa continuare a parlare alle cittadine e ai cittadini di oggi. È un segno che ci ricorda la forza dei luoghi e delle comunità e di come l’arte sappia renderli vivi e capaci di emozionare. Questa installazione arricchisce il patrimonio culturale che ci rappresenta nel mondo».

La Fondazione Mirafiori, attiva dal 2008 nello sviluppo del quartiere, si ispira ai principi della New European Bauhaus e promuove percorsi di rigenerazione urbana e culturale. 

«Abbiamo lavorato per individuare un artista di fama internazionale che creasse un’opera accessibile, inclusiva e in grado di relazionarsi al territorio, un segno permanente nel tempo, site specific, che dialogasse con l’eredità del quartiere e il suo presente», affermano le curatrici del progetto

Mike Nelson, 58 anni, vive e lavora a Londra. Ha rappresentato la Gran Bretagna alla Biennale di Venezia nel 2011 ed è stato nominato due volte al Turner Prize. Nel 2023 la Hayward Gallery gli ha dedicato la retrospettiva Extinction Beckons, che ha ripercorso la sua carriera dagli anni Novanta a oggi.

A partire da “Idolo”, la Fondazione Mirafiori ha avviato un programma triennale di valorizzazione del quartiere attraverso arte, ambiente ed educazione. Nel 2026 qui si terrà la prima edizione del Festival biennale del Paesaggio Fluviale, realizzato in collaborazione con Orti Generali e il progetto europeo ClimaGen. 

C.G.