La mostra dell’artista nichelinese Massimiliano Ungarelli è allestita fino al 6 marzo presso l’Ala Comunale in piazza Marconi a Vinovo.
Si intitola “Matteo 25 - Restiamo umani” ed è la prosecuzione del precedente ciclo pittorico “In fuga da Nazareth”. La fonte di ispirazione è appunto il capitolo 25 del Vangelo di Matteo: “...ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Questo capitolo 25 è famoso per la forza disturbante delle sue parole, capaci di mettere a nudo i limiti e le contraddizioni della miseria umana.
Si tratta di un testo che mette a disagio, smascherando quel velo di ipocrisia che copre le nostre inclinazioni naturali, che rivelano di non essere poi così buoni e così cristiani come pensiamo, e che ci colgono in difetto davanti ad azioni semplici che il Vangelo ci invita a fare. Paradossalmente crediamo in un Dio che non si vede e poi non riconosciamo il volto di Cristo in chi ci sta accanto e soffre…
“Matteo 25” suggerisce di orientare la nostra vita occupandoci del dolore del mondo. Questi sono le condizioni e l’appello per restare umani. La scelta rimane sempre e solo nostra! Questo messaggio evangelico ci sollecita a schierarci dalla parte dei più deboli, dei più fragili, degli ultimi della terra, degli scarti: per giustizia e soprattutto per amore. Senza amore, senza cura reciproca, senza il senso di fratellanza e di appartenenza, non ci si salva dalle numerose e diverse crisi umanitarie, come ad esempio la pandemia odierna.
Il progetto è da intendersi come sviluppo del precedente “In Fuga da Nazareth”. In “Matteo 25” la simbologia e la tecnica narrativa sono cambiate, ma viene mantenuto l’impiego di foto vere per la potenza coinvolgente che solo la verità garantisce. C’è più colore. Si è utilizzato come fondo base l’acrilico per irrobustire i pastelli e i carboncini. I colori prevalenti sono caldi e in tutti gli sfondi c’è la presenza del rosso che rappresenta il colore degli estremi come l’amore, la violenza, il pericolo, la vita, il sangue, il fuoco, la passione, la regalità, la guerra e molto altro. Inoltre in questo lavoro il rosso è stato posto come simbolo della Passione di Cristo, del sangue dei martiri, delle lingue di fuoco dello Spirito Santo nella Pentecoste, e per ultimo, come colore dell’inferno. Paradiso o Inferno, salvezza o dannazione, vita o morte? Domande che impongono una scelta: “si sceglie sempre se restare umani”.
Uno degli obiettivi del progetto resta l’aiuto concreto. In collaborazione con l’Associazione Midrash dei frati Cappuccini vengono individuate alcune famiglie di profughi alle quali destinare la metà dei proventi raccolti attraverso la vendita delle opere originali e delle ristampe in scala.