La presentazione del libro “Il Maestro e il Podista”, trasmessa da Trinitube,
ha visto riuniti don Riccardo Robella, parroco della Santissima Trinità e il dott. Dino Aloi, giornalista, vignettista umoristico ed editore. Naturalmente era presente anche l’autore Michele Auddino, al suo primo romanzo.
È stato un incontro dal sapore teologico che, per usare le parole dell’autore, “si basa su un assunto semplicissimo: nel momento in cui si toglie la D alla parola Dio resta l’Io ed è ciò che nel mondo moderno porta ad identificare con se stesso il proprio Dio”. L’Io è un discorso evocativo che può passare attraverso canali diversi: l’arte, la musica, la televisione, la letteratura.
Questo libro potrebbe rientrare nel genere del “fantaracconto brillante”, ma in realtà tocca un tema molto serio. “La libertà di scegliere è sicuramente un fatto drammatico che segna la nostra storia, ma è anche l’unico atto che ci rende veramente liberi”, scrive don Riccardo nella prefazione.
In fondo dunque questo è un “romanzo teologico” sul rapporto tra uomo e Dio in cui si incontrano anche la filosofia e l’eterno conflitto tra il bene e il male, la vita e la morte, insomma tutte le grandi tematiche che riguardano l’umanità, sin dagli albori di questo “homo sapiens sapiens”, nostro diretto antenato, con un’apertura alla trascendenza e a quello che possiamo definire “l’oltre sé”.
“Questo libro – spiega l’editore Dino Aloi - ha le caratteristiche del racconto, in parte anche umoristico. Dal mio punto di vista è ben diviso per capitoli brevi che hanno una scansione e una sequenza, è scritto in maniera semplice, che non vuol dire semplicistica, ma fluido nella lettura. Lo spirito del racconto è autobiografico, in grado di catturare la curiosità dei lettori, e deve essere letto anche in chiave ironica”. È l’incontro tra due personaggi immaginari, il Maestro e il Podista, in un tempo che non è mai esistito.
Come nel “Piccolo Principe”, dove i grandi parlano solo di numeri. “Purtroppo è quello che caratterizza il mondo moderno – dice Michele Auddino - Tutti quanti invece di utilizzare i nomi si ricordano del codice fiscale e delle password. All’interno del romanzo “Il Maestro e il Podista” si vive in un mondo ipoteticamente perfetto, ma senza emozioni. Non si nasce e non si muore, ma ci si accende e ci si spegne diventando nuovamente parte del sistema. In questo mondo ipotetico non serve avere un nome, ma un numero con una sigla davanti, ad esempio X per i fattori femminili e Y per quelli maschili”.
L’idea alla base del racconto è che ad un certo punto il sistema che regolava questo universo va in crisi, perché tornano ad essere scoperte le emozioni.
“Il mondo moderno - continua Michele Auddino - è un mondo dove l’esistenza di Dio viene sostituita dall’Io, ma qualcosa si è inceppato, perché l’esasperazione della libertà in realtà ci ha reso schiavi. Tutti diciamo di essere liberi, invece questa libertà ci ha tolto valori, per un motivo banalissimo e cioè perché l’Io produce di più. Il messaggio che mi piacerebbe veicolare è che ci siamo dimenticati di essere una comunità, ma siamo diventati un insieme di Io”.
Che tristezza una civiltà in cui ci si accende e ci si spegne, senza esserci chiesti il perché!
Oggi viviamo in una società individualistica, che non ci permette di vedere e andare oltre. È un mondo in cui si dà importanza all’Io piuttosto che al Noi.
L’invito al lettore è quello di trovare le diverse chiavi d’interpretazione del romanzo.
“E poi – dice Michele Auddino - superati i 40 anni hai talmente tante cose da dire... che è inevitabile scrivere un libro”.
Alessia Coppola