È una storia decisamente particolare quella della Maison des Chamois.
Si trova nella Vallée Étroite alle pendici del Mont Thabor. nel territorio del Comune di Névache che però è situato dall’altra parte delle montagne, sul versante francese. Prima della guerra la Valle Stretta apparteneva all’Italia ed era il punto più a ovest dello Stato italiano.
Nel 1947, alla fine del secondo conflitto mondiale, la Valle Stretta dovette essere ceduta alla Francia in virtù dei trattati di Parigi insieme ad altri territori al di qua dello spartiacque (come Tenda, Briga, il colle del Moncenisio, l’altopiano del Monginevro e la vetta del monte Chaberton). Erano i punti in cui nel 1940 era partita la guerra (durata pochi giorni) dell’Italia contro la Francia. Queste cessioni territoriali ebbero il significato di risarcimento simbolico per il proditorio attacco.
Don Paolo quindi giunse lassù con i giovani del Lingotto, quando la Valle Stretta era da pochi anni diventata francese. L’eco della guerra era ancora viva.
La Maison des Chamois era ed è tuttora raggiungibile con un fuoristrada solo attraverso un’impervia mulattiera. A don Paolo venne donata dalla FIAT che in precedenza era stata l’ultima concessionaria della miniera di ferro del Blanchet, poi dismessa. Le origini del sito minerario sono molto antiche e risalirebbero addirittura al medioevo, al tempo dei saraceni che furono i primi utilizzatori del giacimento. Il piccolo rifugio (datato 1875), accanto a una sorgente e all’ingresso di uno dei cunicoli, ospitava i minatori. Dopo il definitivo abbandono della miniera la costruzione per un po’ divenne punto di appoggio per cacciatori di camosci (di qui il nome Maison des Chamois).
Nessuno avrebbe mai detto che quella casa, abbarbicata sulla montagna e isolata dal mondo, nei successivi 70 anni avrebbe accolto migliaia e migliaia di ragazzi di periferia per trascorrere indimenticabili estati. Ampliata e più volte ristrutturata, la Maison des Chamois oggi è un po’ meno spartana di un tempo, ma conserva inalterato tutto il suo fascino.