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Come è cambiata Nichelino

Società e cultura
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Da qualche anno c’è un interessante sito web che si chiama “Immagini del cambiamento”.

L’iniziativa è nata da una ricerca promossa e realizzata dal Dipartimento DIST di Politecnico e Università, con l’Archivio Storico della Città di Torino e MuseoTorino. Il progetto è partito quasi per caso nel 2015, dopo una lezione universitaria sulle trasformazioni urbane a Torino: sullo schermo scorrevano le immagini della distesa di fabbriche che un po’ di anni prima caratterizzavano l’area che poi sarebbe diventata la “Spina 3” tra via Livorno, corso Mortara, via Borgaro e corso Umbria. Con una certa sorpresa i giovani studenti osservavano le immagini di quel mondo che non avevano mai conosciuto, rapidamente scomparso e sostituito da un nuovo insediamento residenziale a Torino.

Per il Politecnico in quel periodo un altro spunto arrivò in occasione di un incontro pubblico, nella sede della Circoscrizione di Mirafiori, sulle trasformazioni di quel quartiere. “Si susseguivano le testimonianze di persone residenti da decenni, spesso venate di nostalgia, quasi vagheggiando una perduta ‘età dell’oro’ del quartiere, con cui stridevano le immagini proiettate in sala, che mostravano scorci di decenni or sono, con malconci casermoni che si ergevano nel ‘deserto’, in aree senza servizi e degradate”, ricorda chi partecipò a quell’incontro da cui prese le mosse il gruppo di ricerca per il progetto “Immagini del cambiamento”.

L’idea che sta alla base - si spiega nel sito web - è “di costruire insieme e condividere la memoria di come sono cambiati a Torino e nei Comuni della cintura edifici, piazze, giardini, fabbriche, zone centrali, periferie. Le trasformazioni sono documentate dal confronto tra fotografie degli scorsi decenni e gli stessi scorci oggi”.

Strada facendo il gruppo di ricercatori, coordinato dai professori Luca Davico e Luca Staricco, si è a via a via arricchito di contributi sia da parte di esperti e studiosi che da parte di enti, associazioni e semplici cittadini. Sono già stati censiti e documentati quasi 1500 luoghi con più di 4000 fotografie pubblicate sul sito.

Oggi certo non mancano siti web e pagine facebook che contengono ingenti quantità di foto di Torino e dintorni, ma è abbastanza difficile classificarle, estrapolarle ed inserirle in un contesto preciso. Il principale pregio del lavoro del Dipartimento DIST del Politecnico sta proprio nell’aver avviato una catalogazione di queste immagini in modo sistematico e leggibile per un vasto pubblico. Il punto di partenza è una prospettiva urbanistica, ma l’approccio è di tipo multidisciplinare. Questa grande galleria fotografica è in grado di rispondere a molteplici interessi che vanno dalla semplice curiosità alle esigenze di informazione e di studio in svariati settori, dalla sociologia alla storia.

Oltre al sito on line l’anno scorso è già stato pubblicato un volume cartaceo (edizioni Capricorno) con una sintesi del lavoro sin qui svolto e una serie di approfondimenti sulle trasformazioni che hanno riguardato specifici settori: le fabbriche, i trasporti, il centro storico, le case popolari, i cinema.

L’obiettivo del progetto è mettere a disposizione della collettività, in modo assolutamente libero e gratuito, un patrimonio di documentazione fotografica sulle trasformazioni fisiche nell’area torinese (centro, periferie, prima cintura) dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi.  Ogni luogo viene classificato e rifotografato, attraverso appositi sopralluoghi o rilevazioni tramite Google Earth, con la stessa inquadratura dell’epoca e infine riportato alla sezione “Mappa” del sito, dove si può cliccare su ogni punto per aprire una scheda con immagini, descrizioni e date delle trasformazioni avvenute.

Non poteva certo mancare una sezione dedicata a Nichelino. La Biblioteca civica “G. Arpino” ha  fatto da tramite con i ricercatori del Politecnico svolgendo un’azione di stimolo e coordinamento tra varie realtà nichelinesi; sul portale di “Immagini del cambiamento” la nostra città è attualmente presente con una trentina di schede. Nell’ultimo periodo la voce “Nichelino” è stata ampliata ed arricchita, grazie soprattutto al lavoro certosino di Franco Alessio, autore tra l’altro di un libro sulla storia del Quartiere Castello, che già in passato aveva contribuito a studi, inchieste e articoli sulla storia locale. In diverse schede, accanto alle immagini, sono stati inseriti link di approfondimento che in alcuni casi rimandano direttamente all’archivio on line del nostro giornale (disponibile sul sito regionale Giornali del Piemonte).

Specialmente per i più giovani vale la pena scorrere queste pagine e scoprire scorci cittadini del tutto inediti e completamente diversi dall’aspetto odierno. In qualche modo Nichelino rappresenta l’archetipo delle trasformazioni urbanistiche e sociali del dopoguerra ad oggi nell’area metropolitana torinese. Dal paesaggio agricolo, costellato di campi e cascine, allo sviluppo edilizio alla Crociera e in via Torino; dalla crescita caotica dei caseggiati stile anni ’60 del secolo scorso nella zona di via Juvarra e lungo l’asse di via XXV Aprile fino alle case popolari di via Cacciatori e ai tentativi più strutturati nei successivi decenni di dar forma ad una città più vivibile, dove pure non mancarono gli eccessi e le speculazioni con ingente consumo di suolo.

Nichelino da periferia a “dormitorio”, a città in cerca di una propria identità. Dalle fabbriche ai centri commerciali, in bilico tra nuovi slanci e rischio declino: la storia di una città può essere anche raccontata per immagini, le “immagine del cambiamento”. Dunque il progetto del Dipartimento DIST del Politecnico è più che mai un work in progress, un cantiere permanente. Chi è interessato può sostenere questo progetto di memoria condivisa mandando fotografie di scorci trasformati della città negli ultimi gli ultimi decenni all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.