“Inizia tutto a Nichelino. Nell’aprile del 2025 il Comune intitola la sala consiliare a Domenica Saracco detta Gina”.
Parte così l’introduzione al libro “Viaggio al tempo di Gina” che l’autore Federico Jahier ha scritto per ricordarla. Questa donna “è stata molte donne in una sola: la giovane partigiana Gina, la maestra Lanteri, l’assessore Saracco. In ogni fase della sua esistenza ha accolto le sfide come occasione per esercitare il coraggio e l’indipendenza con uno spirito di costante attenzione verso la collettività. Dalla lotta partigiana all’impegno educativo e politico, questo romanzo storico restituisce il ritratto di una donna che ha fatto della partecipazione e della libertà i valori di un’intera vita. Un libro fuori dagli schemi, un viaggio nel tempo fino ai giorni della resistenza e ritorno, al fianco di un’amica. Un sogno a occhi aperti per vivere la storia attraverso emozioni che lasciano il segno.” L’idea geniale dell’autore del libro, presentato nei giorni scorsi a Nichelino nella Sala Consiliare a lei dedicata, era stata stimolata da una frase di Gina durante la registrazione di un’intervista: “bisognerebbe far conoscere ai giovani come si viveva in quegli anni”. Il libro di Federico Jahier è un salto indietro nel tempo. La protagonista immaginaria è una ragazza diciottenne come Gina, una studentessa dei giorni nostri: “Aurora il suo nome. La vicenda inizia dalla sua classe durante una lezione di storia. Una lezione diversa perché la professoressa quel giorno ha invitato una testimone degli anni di resistenza. Aurora ascolta il racconto della testimone misteriosa, viene conquistata dalla sua voce e viaggia indietro di quasi ottant’anni, nel tempo della giovane Gina. Aurora sentirà sulla propria pelle la ferocia dei nazifascisti e sperimenterà “come si viveva in quegli anni”. Il suo viaggio ci farà provare le emozioni che furono di Gina nella Resistenza, poi nell’insegnamento (le sue ex allieve la ricordano ancora oggi con trasporto) e infine la politica, come assessora molto attiva nei conflitti sociali degli anni ‘70. Emozioni e lotte che, con uno slancio di immedesimazione, diventeranno anche un po’ nostre, senza dimenticare che i fatti narrati sono accaduti realmente”. C.V.