L’ora legale ritorna nella notte nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026. Ricordiamoci di spostare le lancette dell’orologio un’ora avanti.
Sarà l’ultimo "cambio dell'ora"?
Forse no, ma comunque nei giorni scorsi una commissione parlamentare ha approvato l'avvio di un'indagine conoscitiva "sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori". I risultati dello studio dovrebbero essere resi noti entro fine giugno, dopo di che il Parlamento deciderà.
Chissà se sarà la volta buona. Di questa questione si sta discutendo ormai da parecchi anni, ma fino ad oggi, in primavera e in autunno, si ripete il rito del “cambio dell’ora”. L’Unione Europea a maggioranza si era già pronunciata a favore del mantenimento dell’ora (solare o legale) in via permanente a partire dal 2021, ma alcuni Stati (tra cui l’Italia) non hanno ancora preso una decisione definitiva.
In pratica gli stati dell’Europa del nord non traggono particolari vantaggi dall’ora legale nel periodo estivo, dal momento che le ore di luce lungo la giornata sono già tantissime. Là qualcuno si spinge a dire che il cambio dell’ora ha effetti dannosi per la salute. Invece nell’Europa meridionale l’ora legale determina un rilevante risparmio sulla bolletta dell’energia elettrica.
Non è escluso che prossimamente si formino in Europa due blocchi di paesi: quelli del nord con l’ora solare e quelli del sud con l’ora legale, anche se non è ancora chiaro quale sarà la linea di confine. Il paradosso sarebbe una situazione a macchia di leopardo: la Francia un’ora avanti, l’Italia un’ora indietro, la Svezia come la Spagna ma differente dalla Germania e via di questo passo. Si riuscirà ancora a sapere che ora è?