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L'esperienza dell'Erasmus a Siviglia

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Nichelino - Immaginate quanto possa essere sorprendente per dei giovani ricevere l’opportunità di trascorrere una settimana in Erasmus a Siviglia.

Per venticinque studenti del triennio del liceo linguistico e AFM dell’Istituto Erasmo da Rotterdam, accompagnati da quattro insegnanti, una settimana d'autunno in un’Andalusia dal clima ancora estivo è stata un’esplosione di scoperte, emozioni e consapevolezze nuove.

Fin dall’inizio, tutti hanno condiviso la sensazione che “lontani dall’Italia, le nostre origini diventavano più vive che mai”. Passeggiare tra le strade di Siviglia, percepire sapori diversi e osservare uno stile di vita lontano dal proprio ha portato molti a riflettere. Il gruppo ha osservato come “essere italiani significhi portare con sé un’eredità culturale che non si perde”, un filo invisibile che continua a legare anche quando si è altrove.

L’accoglienza al Colegio del Buen Pastor è stata calorosa e immediata. Preside, docenti e studenti spagnoli hanno dato il benvenuto con entusiasmo, permettendo al gruppo di sentirsi subito integrato nella vita quotidiana della scuola. Durante il confronto tra realtà scolastiche, è emersa una riflessione comune su come “le differenze tra sistemi educativi aiutino a capire meglio la propria cultura e le proprie abitudini”. L’uso della divisa, lo stile più vivace delle lezioni e il ritmo della giornata scolastica hanno offerto spunti di osservazione a tutti.

Tra i momenti più intensi la celebrazione del Día de España. Seduti nel cortile del Colegio, i partecipanti hanno assistito a canti, discorsi e testimonianze che esaltavano la storia del Paese. L’atmosfera vivace e coinvolgente ha fatto emergere l’idea che “il patriottismo spagnolo sia una forza tangibile, capace di trasmettere emozioni anche a chi viene da fuori”.

Il resto della settimana è stato dedicato alla scoperta della città. Le visite guidate hanno portato il gruppo tra i luoghi simbolo di Siviglia: Plaza de España, la Cattedrale, la Giralda, il Real Alcázar, fino a Plaza de Toros, che ha suscitato una forte impressione generale. Molti hanno commentato come “Siviglia sembri un museo a cielo aperto, dove ogni scorcio racconta una storia”.

La cucina locale è stata un’altra protagonista del viaggio. Gazpacho, tapas, churros e tante altre specialità hanno accompagnato l’esplorazione die quartieri più caratteristici, tra cui Triana, culla del flamenco.  

L’esperienza si è conclusa con una gita a Cordova, città in cui convivono influenze arabe, cristiane ed ebraiche. La visita alla Mezquita è stata particolarmente suggestiva e molti hanno espresso come “certi luoghi riescano a parlare anche nel silenzio”.

Naturalmente non sono mancati momenti meno facili. L’organizzazione ha presentato qualche difficoltà, ma il gruppo ha riconosciuto che “affrontare gli imprevisti insieme ci ha reso più uniti e più sicuri di noi stessi”. L’esperienza ha permesso di crescere sotto molti aspetti: autonomia, capacità di adattamento, gestione del tempo e apertura verso altre culture.

Al rientro in Italia, tutti hanno condiviso la stessa sensazione: “questo Erasmus ci ha cambiati e rimarrà dentro di noi per sempre”.