Aldo Aicardi, nichelinese, 66 anni, fisico da gladiatore, era l’autorevole ma corretto “battitore libero” della 1ª squadra del Don Bosco Nichelino, la squadra dei “grandi”, sorta nel ’90 che si affiancava alla Scuola Calcio e a 8 formazioni giovanili della società calcistica fondata solo quattro anni prima da don Joe Galea.
Il 30 settembre 1990 la squadra debuttò nel campionato di 3ª categoria con l’inaugurazione dell’impianto sportivo di viale Kennedy e il calcio d’inizio dell’arbitro internazionale Pierluigi Pairetto. Dopo un solo anno di assestamento la squadra a tempo di record, con le vittorie consecutive dei vari campionati passò dalla Terza alla Prima categoria e poi in Promozione. Era la squadra dei “Grandi” in tutti i sensi, alcuni di loro (tra i quali Aldo) diventeranno poi allenatori del settore giovanile.
Aldo, quando è iniziata la tua passione per il calcio?
“Da oltre 50 anni e non l’ho mai abbandonata. Dopo aver chiuso la carriera dilettantistica al Don Bosco con il passare del tempo ho organizzato gruppi che oltre a giocare settimanalmente partecipano a tornei nazionali Over 50 e 60”.
Cosa ti è rimasto di quella grande esperienza con don Joe che è stato anche promotore di iniziative di solidarietà in Brasile e in India?
“Sicuramente i valori che mi ha trasmesso mi hanno spinto a organizzare tornei sportivi a scopo benefico, alcuni dedicati a persone che non ci sono più, come a Crescentino per la costruzione di una tribuna intitolata a un giovane prematuramente scomparso. Un altro torneo a Biella a favore del Fondo Edo Tempia per la ricerca contro i tumori femminili, (torneo che ripeterò. Importante anche un evento in Emilia per l’alluvione passata, in quell’occasione è venuto anche Pasculli, campione del mondo con Maradona. Tra gli altri ho organizzato anche un torneo a Mazara del Vallo con 8 squadre provenienti da tutta Italia con la partecipazione di alcuni ex professionisti, più una squadra femminile e una di ragazzi con la sindrome di Down”.
Progetti?
“Ora sto cercando di organizzare una manifestazione a favore dell’associazione Dynamo Camp di Limestre (Pistoia), il primo Camp di terapia ricreativa in Italia, nato per ospitare gratuitamente bambini e ragazzi (6-17 anni) con patologie gravi o croniche. Spero di riuscirci”.
E il Masters Game Association?
“È un’organizzazione senza scopo di lucro riconosciuta dal CIO per sostenere il movimento olimpico e la filosofia dello “sport per tutti”. Gli Open Masters Games si tengono ogni 2 anni per sport estivi e 2 anni dopo per quelli invernali. Inoltre, è possibile visitare luoghi nuovi e conoscere persone, nonché campioni. A Torino nel 2019 la mia squadra è arrivata prima nella categoria e seconda nella classifica generale poi vinta dall’Ucraina con oltre il 50% di giocatori professionisti”.
L’ultima partecipazione?
“Recente, ad Abu Dhabi. Secondi al torneo a 7 e vinto quello a 11 nella categoria Over 60. Ho incontrato Zico, Stojcovic e il Presidente Sergii Bubka. Spettacolari le cerimonie di inizio e fine, campi da calcio favolosi dove abbiamo giocato contro Australia, Canada, Ucraina, Mongolia. Un’ esperienza di cui farò tesoro”.
Quello che invece sta succedendo ad Abu Dhabi e negli altri paesi del Golfo Persico, poche settimane dopo il rientro di Aldo Aicardi, è purtroppo una brutta e tragica storia.
Franco Alessio