Il Comune di Beinasco ha voluto commemorare il dramma della guerra in Ucraina con la proiezione del documentario “20 Days in Mariupol”, vincitore del premio Oscar nel 2024.
Il film rappresenta una testimonianza visiva cruda e implacabile, che non nasconde nulla della realtà dell'invasione russa. L’opera non è un semplice reportage di guerra, ma la dimostrazione della forza del giornalismo nel documentare la verità e consegnarla alla storia in tempo reale, mentre essa stessa si compie.
Prima della proiezione, il Sindaco Daniel Cannati e l’Assessore Matteo Carosso hanno ricordato come la pace non sia una “realtà stabile”, sottolineando la necessità di difenderla ogni giorno attraverso opere di sensibilizzazione e informazione.
Alla serata ha partecipato Silvio Tomasini, Presidente dell’Associazione San Matteo ONLUS di Nichelino, realtà che fin dallo scoppio del conflitto accoglie famiglie ucraine offrendo loro conforto e assistenza. Nel suo intervento, Tomasini ha posto l'accento su come la disinformazione e la propaganda russa condizionino fortemente il sentimento comune, trasformandolo talvolta in una forma di repulsione o negazione storica verso la causa ucraina e il dolore di un popolo che subisce un'ingiusta aggressione armata.
Svitlana Bubenchykova, rifugiata ucraina e Presidente dell’Associazione Culturale Ucraina Libera — dedita alla promozione della cultura e della storia del Paese — ha ricordato come l’Ucraina combatta da almeno tre secoli contro i tentativi della Russia (o meglio, della "Moscovia", come ha tenuto a precisare) di impadronirsi delle risorse naturali e industriali ucraine, cercando di cancellarne l’identità nazionale. Bubenchykova ha quindi esortato a conservare la memoria degli eventi presenti e passati, poiché la forza del ricordo è essa stessa una forma di Resistenza all'invasore.
Infine, la serata ha ospitato la toccante testimonianza di Alyona, cittadina di Mariupol che ha vissuto i terribili giorni dell'inizio dell'occupazione. Il destino ha voluto che il suo racconto avvenisse il 27 marzo 2026: esattamente quattro anni dopo quel drammatico giorno del 2022 in cui l'assedio di Mariupol segnò una svolta tragica. In quella data, infatti, i combattimenti si spostarono dai sobborghi verso il cuore del centro abitato. Come riportato allora dalle agenzie di stampa UNIAN e Ukrainska Pravda, il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko, dichiarò che la città era ormai "nelle mani degli occupanti" in diversi settori e che gli scontri strada per strada si facevano sempre più feroci.