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Luoghi della Fede - S. Maria del Palazzo

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Immerso nel verde di un parco attrezzato per accogliere bambini e famiglie, il santuario della Madonna del Palazzo dista circa 1 km del centro abitato di Crescentino (VC).

Il toponimo Palazzo risale con molta probabilità ad un Palatium romano, cioè ad una di quelle costruzioni poste lungo la strada Pavia - Torino che attraversava il territorio proprio in prossimità del santuario.

Nell’area in cui oggi sorge il luogo sacro, nacque una delle prime pievi rurali della diocesi di Vercelli, conosciuta con il nome di Santa Maria del Palazzo. La chiesa rimase un importante centro di fede fino alla seconda metà del XIV secolo.  Nel 1544 infatti l’antico edificio vene distrutto, e in quel periodo Crescentino fu occupata dalle truppe francesi. La ricostruzione della cappella, avvenuta nel 1577, si deve alla nobildonna Antonia Sosso detta la Bolongara. Ad ampliare il santuario risalente alla seconda metà del 1700 fu il sacerdote e benefattore Giuseppe Maria Sagnò. In un primo momento il piano di ricostruzione per l’inserimento della cappella contenente la Santa Vergine a forma rettangolare non venne seguito, a causa del campanile che rendeva difficile la modifica del vecchio Santuario. La pregevole opera in stile barocco doveva essere abbattuta, ma il capomastro Crescentino Serra si offrì per risolvere il problema proponendo un’idea sbalorditiva per quei tempi: trasportare il campanile. Il progetto riuscì alla perfezione. Il santuario, ultimato nel 1776, ha struttura barocca ed è impreziosito da un originale portico con archi. La pianta centrale è a forma di ottagono irregolare. Entrando si può ammirare il pavimento in mosaico sul quale si trova la scritta in marmo bianco su fondo nero “Santa Maria” ed il monogramma mariano sormontato da una corona reale. Attraverso due scale laterali si accede al sacello dove è custodita la statua lignea della Beata Vergine

Nelle stesse scale laterali d’accesso, lungo le pareti, è possibile osservare numerose tavolette ex voto, databili a partire dalla seconda metà del Settecento.

Gpf