Imponente e a metà strada tra Boca (NO) e Grignasco, in una campagna costellata da vigneti e boschi, sorge il Santuario del Santissimo Crocifisso,
sul luogo di un'antica cappella in cui era raffigurato un crocifisso con un angelo che raccoglieva nel calice il sangue del costato di Cristo. La cappella fu chiamata dal popolo Cappella delle Anime Purganti e attirò subito la devozione popolare. In quegli anni furono diversi i fatti miracolosi attribuiti e, per far fronte al flusso crescente di pellegrini, si rese necessaria la costruzione di una chiesa. Il progetto venne affidato al sacerdote Gian Domenico Magistrini. I lavori di costruzione cominciarono ne l768 per terminare con la solenne inaugurazione nel 1773.
Il maestoso tempio neoclassico che si vede oggi non è altro che la trasformazione, tra il 1822 e il 1917, dell'antica chiesa su progetto dell'allora ventiduenne architetto Alessandro Antonelli. Qualche numero per rendere l'idea del grandioso progetto antonelliano: 45 metri di lunghezza con due file di 26 colonne che dividono in tre navate l'edificio; colonne interne alte 10 metri; 51 metri di altezza per la navata centrale; 16 colonne di più di 10 metri nel pronao di ingresso; 119 metri di altezza per il campanile; un'ampia volta a botte. Il progetto venne poi ridimensionato per ragioni economiche. I lavori procedettero piuttosto lentamente e furono ostacolati da difficoltà tecniche ed anche da alcune incomprensioni con la popolazione di Boca. La costruzione comunque proseguì e il cantiere sopravvisse alla morte del grande architetto, avvenuta a Torino nel 1888.
Il figlio Costanzo prese in mano la direzione dei lavori e le strutture del santuario vennero completate attorno alla fine dell’ottocento, sia pure in modo non del tutto conforme al progetto originario. Nell’agosto del 1907 avvenne però un fatto imprevisto che interruppe i lavori di abbellimento e completamento dell’opera: a causa di un terribile nubifragio un grave crollo lesionò pesantemente la fiancata sinistra del santuario. I lavori di restauro proseguirono per decenni subendo un’nterruzione dovuta agli eventi bellici. Nel 1942 il santuario fu danneggiato da un bombardamento aereo, questa volta però in modo non particolarmente grave. All’inizio degli anni Settanta le principali opere strutturali poterono dirsi concluse con il completamento dello scalone frontale.
Nel 1987 il santuario è stato inserito nel Parco naturale del Monte Fenera.