Sant’Ignazio di Antiochia ammoniva: “E’ meglio essere cristiani senza dirlo, che proclamarlo senza esserlo”.
E’ il messaggio di Chiara Badano soprannominata “Luce” per la radiosità del suo volto, dei suoi occhi e della sua luminosissima anima: “Io non devo dire di Gesù, ma devo dare Gesù con il mio comportamento”.
Chiara nasce a Sassello in provincia di Savona, diocesi di Acqui (Piemonte) il 29 ottobre 1971. In terza elementare conosce il movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich. Come tutti i giovani va incontro alla vita con entusiasmo e gioia.
Sogna un fidanzato, uno sposo, ma è Gesù che le conquista il cuore: ”Se lo vuoi, Gesù, lo voglio anch’io”. Terminate le medie si iscrive al liceo classico, vuol diventare medico ed andare in Africa. Percorre senza saperlo la “piccola via” di santa Teresa del Bambino Gesù: “Ho capito l’importanza di ‘tagliare’ per essere e fare solo la volontà di Dio perché prima di morire a colpi di spada bisogna morire a colpi di spillo”. E al termine di questo proposito : “voglio amare chi mi sta antipatico”.
Chiara vive la sua adolescenza con semplicità e gioia, ama il bello, la natura, lo sport che pratica a tutto campo: sci, tennis, corsa, pattini a rotelle. E’ una leader! Il sorriso smagliante di cui è dotata la rende ancor più attraente. Gesù non ci vuole musoni, truci.
Termina la quinta ginnasio con fatica, è pallida, stanca, sorride meno, in estate durante una partita di tennis un acuto dolore alla spalla la costringe a fermarsi. La mano si rifiuta di stringere la racchetta che cade a terra. La tac evidenzia un osteosarcoma, un cancro maligno tra i più gravi. Non ha ancora 17 anni. Inizia la sua via crucis negli ospedali di Torino. Chemio e radioterapia entrano nella sua vita col fardello della sofferenza. Fatica a respirare, ha forti contrazioni agli arti inferiori, non riesce a girarsi. Eppure con lei si parla, si ride, si gioca e si scherza. La depressine non abita qui. La vita è in lei, tutti si abbeverano alla sua fonte e ne escono rinnovati.
Quel corpo devastato, dove lo spirito primeggia con la forza della croce, inesorabilmente cede. Scrive a Chiara Lubich : “ ... Mi sento cosi piccola e la strada da compiere è così ardua; mi sento sopraffatta dal dolore… ma è lo sposo che viene a trovarmi”. Chiara è pronta per le “nozze” e predispone la liturgia della “sua messa”: dovrà essere lavata con acqua, segno di purificazione, e pettinata in modo molto giovanile, vestito bianco da sposa con fascia rosa in vita, nessuno dovrà piangere e tutti cantare forte. Il 7 ottobre 1990 è il suo “dies natalis”. La luce del suo incantevole sguardo non si spegnerà perché le sue cornee saranno donate a due ragazzi.
Vent’anni dopo nel santuario della Madonna del Divino Amore a Roma Chiara Luce Badano è stata proclamata Beata.
Magù