A chi andranno la casa e i beni di Geremia Delle Croci? Chi saranno gli eredi o l’erede?
Ce la farà a chiudere il testamento? Ai lettori l’ardua sentenza. Un curioso personaggio questo Geremia, un segretario comunale salito dal meridione d’Italia per lavorare e vivere in Piemonte. Dove si innamorerà della sua Teresa, una professoressa piemontese che rimarrà l’unico amore della sua vita e che lo lascerà improvvisamente vedovo. Questo fatto tragico lo costringerà a ripensare l’ultimo tratto della sua vita in un modo diverso da come lo aveva immaginato. E con sviluppi inaspettati.
Parliamo del secondo libro di Michele Pansini, avvocato nichelinese che sembra ormai averci preso gusto nel cimentarsi nei panni del romanziere. Due anni fa l’opera d’esordio, “Con una finta d’animo”, che raccontava un pezzo di vita di un calciatore a fine carriera. Ora è arrivato "Il testamento di Geremia" (Daniela Piazza Editore, 136 pagine, € 17, distribuito nelle librerie e nei portali online), un libro che parla molto di Torino e dei suoi luoghi più caratteristici. La storia parte piano e prosegue con un crescendo di situazioni e personaggi che finiscono per intrecciarsi e quasi cavalcarsi a vicenda. “All’inizio – dice Michele Pansini – avevo immaginato una storia diversa, all’interno della quale era previsto che potessero ruotare anche personaggi negativi. A metà romanzo mi sono accorto che le figure erano tutte positive, come se a un certo punto i personaggi del testo avessero deciso loro dove andare”.
Un libro di buoni sentimenti, dove però non mancano i traumi personali, quasi tutti legati ad evento drammatico che, in passato, ha sconvolto e drammaticamente segnato la vita di tante persone: l’incendio del Cinema Statuto
La struttura narrativa ricalca quella del primo libro, fatta di tanti capitoli corti, ma legati tra loro, così come l’inserimento della contaminazione letteraria: questa volta, dopo Giovanni Arpino, è toccato a Carlo Cassola e al suo capolavoro “La ragazza di Bube”, uno dei più bei romanzi del dopoguerra. Nel libro di Pansini diventa un elemento coagulante e dirompente nella trama per diventare il filo che lega tra loro alcuni dei personaggi.
Ai lettori più attenti non sfuggiranno tanti riferimenti che riguardano la vita personale e professionale di Michele Pansini, a partire dal luogo d’origine di Geremia fino al viaggio sul “35”. Quindi, anche questa volta, c’è parecchia Nichelino tra le righe del libro. Bella la copertina di Paola Cecchetto che illustra compiutamente uno dei passaggi più belli del testo.
Gpf