È stato completato l’intervento di restauro della carrozza di Napoleone, uno dei pezzi forti del museo della Palazzina di Stupinigi
che da sempre attira l’attenzione dei visitatori. La carrozza nello scorso novembre era stata trasferita per essere sottoposta alle cure del Centro di Conservazione e Restauro della Venaria Reale. Adesso è esposta nella Scuderia Grande della Reggia in occasione delle celebrazioni per il bicentenario della morte di Napoleone e ci resterà fino a settembre 2021 per poi fare ritorno a Stupinigi.
L’imperatore dei francesi nella primavera del 1805 si recò in visita anche alla Venaria, ma soggiornò per una decina di giorni nella Palazzina di Caccia. Napoleone stava raggiungendo Milano e la famosa carrozza con ogni probabilità fu utilizzata in occasione della commemorazione della vittoria di Marengo. Costruita dal “carrozziere” Getting, era in pratica una vera fuori serie di lusso tra i mezzi di locomozione dell’epoca. Caduta nel dimenticatoio, dopo vari passaggi, la carrozza nel 1947 venne acquistata presso un antiquario da Gustavo Rol per essere poi donata all’Ordine Mauriziano entrando a far parte del patrimonio della Palazzina.
Il manufatto desta tuttora l’ammirazione degli esperti d’oltralpe: “Questa berlina – scrive Jean Louis Libourel - è molto rappresentativa della rinascita della carrozzeria francese all'inizio del XIX secolo. Il tumulto rivoluzionario aveva portato alla scomparsa delle industrie del lusso. Il primo impero ricreò le condizioni sociali ed economiche necessarie per la rinascita di questo settore”.
La carrozza, come suggeriva la moda del tempo, era dotata anche di un piccolo forziere per depositare denaro, gioielli o armi da fuoco durante il viaggio: un accessorio pressoché inutile dal momento che il veicolo era utilizzato per cerimonie di rappresentanza e, si presume, super scortato. Destinata a cortei di gala e a spostamenti in città, l'aquila napoleonica campeggia sui pannelli delle porte. Altri dettagli di lusso: le porte erano azionata da maniglie in bronzo, ornate da sfingi alate e ricoperte da stemmi con l’onnipresente N napoleonica.
Da escludere che con questo mezzo Napoleone da Parigi sia arrivato direttamente a Stupinigi.