Gli Azzurri del tennis fanno la storia
Sinner, Musetti, Arnaldi, Sonego e Bolelli riscrivono
la storia del tennis italiano: la squadra capitanata da Filippo Volandri conquista la Coppa Davis battendo l'Australia in finale. È stato un percorso lungo e tortuoso, ma in continuo crescendo. Alla vigilia della fase a gironi il capitano Volandri ha dovuto fare a meno dei due big Jannik Sinner e Matteo Berrettini: l'altoatesino ha dovuto rinunciare per recuperare le fatiche degli US Open in vista del finale di stagione (scelta criticata da molti che oggi però si è rivelata saggia), mentre Berrettini si è fermato per un infortunio. Nel primo match del girone gli italiani sono stati sconfitti in maniera sonora dal Canada, ma si sono subito rialzati battendo in successione Cile e Svezia e qualificandosi alla Final 8 di Malaga. In Spagna gli Azzurri sono arrivati in grande forma dimostrando carattere, grinta e resilienza. Ai quarti l’Italia batte l’insidiosa Olanda, poi vince ancora la semifinale in rimonta contro la Serbia in quella che è stata una finale anticipata, ma soprattutto una lotta tra due colossi come Singer e Djokovic, che si sono fronteggiati quattro volte nel giro di una settimana (Atp Finals di Torino comprese). In questa semifinale Jannik è salito in cattedra ed ha vinto due volte do contro il terribile Novak, prima nel singolo poi in coppia con Sonego. Tornati in finale dopo 25 anni, gli Azzurri non si sono più fermati. Contro l’Australia prima Arnaldi, nonostante un secondo set zoppicante, vince il suo match in singolo contro Popyrin, poi Sinner travolge De Minaur mandando in visibilio tutti gli italiani che si sono messi davanti alla tv per guardare questi splendidi ragazzi. Gli italiani riportano in patria la Coppa Davis 47 anni dopo l'ultima volta!
Pecco bis!
Il terzo titolo mondiale di Pecco Bagnaia (considerando anche quello vinto nel 2018 in Moto2) è stato forse il più bello: il torinese ha reagito dopo il terribile incidente a Barcellona, combattendo contro un Jorge Martin scatenato, che voleva a tutti i costi soffiargli il titolo.
Prima dell’incidente (una moto gli è passata sopra una gamba) Bagnaia era stato un rullo compressore accumulando un vantaggio di 62 punti sugli inseguitori. I danni fisici sono stati più contenuti di quanto si temesse, ma quelli psicologici potevano condizionare la sua corsa verso mondiale. Le prestazioni successive infatti sono in parte calate, ma Bagnaia ha reagito come solo i veri campioni sanno fare.
Ora per Bagnaia viene un periodo di riposo nella sua Chivasso, con gli occhi puntati sui prossimi impegni: primo su tutti il matrimonio e in seguitocil Mondiale da difendere nel 2024.
La Ferrari chiude una stagione altalenante
Negli ultimi Gran Premi si sono visti grossi miglioramenti per la Scuderia di Maranello (soprattutto con Leclerc, a podio in tre delle ultime quattro gare). La Ferrari chiude al terzo posto il Mondiale costruttori, dietro l’inarrivabile Red Bull e la più costante Mercedes. Leclerc e Sainz hanno chiuso rispettivamente al quarto e settimo posto in classifica piloti, con soli sei punti di differenza tra i due, a dimostrare quanto quest’anno fosse esiguo il margine piloti, tralasciando sempre Verstrappen e Perez.
L’obiettivo per il Cavallino ora è quello di tornare in fabbrica per sviluppare una macchina che possa finalmente essere competitiva e lottare per il titolo mondiale che manca ormai dal lontano 2007.
Alod