“Cosa ho trovato nel gruppo I Tribùla? Il piacere di andare in bici, goliardia, voglia di evadere
e stare tranquilli senza problemi un po’ di ore insieme, in gruppo, facendo sport in allegria”, dice Valter Polegato, uno degli ultimi arrivati, ma già ben inserito nel gruppo di appassionati di mountain-bike che si stanno facendo conoscere un po’ da tutti con le loro scorribande tra boschi e sentieri nel torinese e nelle Langhe, sempre a caccia di nuovi sentieri e strade da percorrere.
Un gruppo di amici che avevano da condividere l’idea di fare del sano sport per non rimanere in casa a far vita sedentaria: “Il gruppo l’abbiamo messo su con Marco Guidi, i fratelli Moro e Piero Rubiano, come si dice… da cosa è nata cosa, dapprima le magliette arancioni e poi le tappe per costituirci come gruppo sportivo”, dice Marco Godano, un po’ leader, ma soprattutto filosofo del gruppo. “Per quelli come me nati nei primi anni ’60 potremmo parlare di spontaneismo, di aggregazione, dove lo sport è visto con una cognizione sana nel senso che noi non andiamo a fare nessuna gara, siamo andati a fare delle ciclo turistiche dove francamente il nostro più grosso interesse era: a che ora si mangia?”
Dietro ad una facciata da pane e salame, c’è però la voglia di pedalare in modo serio: “Certo – continua Godano - il divertimento prima di tutto, ma unito all’impegno costante perché comunque sono tre le nostre uscite settimanali: il mercoledì sera facciamo la notturna e andiamo in giro per le colline di Rivoli e Torino. E poi il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Tra l’altro nell’ultimo periodo c’è molta fauna in giro ed è uno spettacolo incredibile girare per colline e campagne”.
A proposito di fauna, ma perché scegliere un cinghiale come simbolo del gruppo e perché il nome Tribùla? “Ci piaceva quella faccia lì e poi perché - ride Godano - tutto sommato siamo dei cinghiali noi… tolti quei 4 o 5 compagni che sono veramente degli atleti. Diciamo che se andassimo alla pesa …quando noi siamo partiti abbiamo tirato fuori la parola tribùla che è una parola piemontese che descrive quando si fa fatica, nel nostro caso quando ci si inerpica in salita… che tribulazione!”
Beh, però non faticate tutti alla stessa maniera: “Si, è vero… prima era una MTB muscolare per tutti, adesso ormai siamo al 60% con la bici elettrica”.
Tra i sogni nel cassetto dei nostri “tribulanti” c’è anche quello di poter fare una cicloturistica a Stupinigi per divertirsi ed andare alla scoperta dei bei sentieri che sono stati realizzati nel parco: “con l’aiuto degli enti istituzionali ci piacerebbe proprio metterci alla prova per presentare il nostro gruppo e condividere la nostra esperienza. Ormai siamo una trentina, ma siamo alla ricerca di altra gente che venga con noi (n.d.r. per info Marco tel. 333.3414289), li accoglieremo ben volentieri”. Per allargare l’allegra brigata, anzi la Tribù...la.
Gpf