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Prende piede il padbol

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Neanche il tempo di assistere ad una vera e propria rivoluzione nata con il padel,

che un’altra tendenza (anche se ancora di nicchia) sta emergendo. Parliamo del padbol, che come intuitivamente dice la parola stessa, prende forma come pratica sportiva tra il padel e il football o ispanicamente futbòl.

Anch’esso è nato in Argentina come il padel, dall’intuizione dell’ingegner Gustavo Miguens che ha creato e brevettato questo gioco nel 2008. Il padbol ha tutte le carte in regola per diventare lo sport del futuro, essendo un’attività che coniuga la dinamicità e l’imprevedibilità del padel con la tecnica calcistica. In questo senso è adatto a tutti i livelli, dal professionistico all’amatoriale e può essere praticato sia indoor che outdoor. Già molti personaggi del calcio si siano cimentati in questo sport (celebre su Youtube il video tra Ibrahimovic e Pogba). Viene principalmente praticato in Spagna, Argentina, Brasile, Uruguay, Italia e Israele. Lungo lo Stivale il primo campo italiano omologato è stato costruito a Cagliari nel 2020 dando così il largo a un effetto domino.

Per quanto riguarda il regolamento ogni game inizia con la battuta con la quale il giocatore deve mandare la palla dall’altra parte della rete e farla rimbalzare nella zona di ricezione dell’avversario. In caso di battuta sbagliata, il giocatore avrà la possibilità di un secondo servizio. Se non riuscirà a mandare la palla nel campo avversario o se la battuta andrà oltre le linee che delimitano il campo avversario, si verificherà un doppio fallo e il punto andrà alla squadra che riceve. Ogni squadra ha un massimo di tre tocchi per rimandare la sfera verso la squadra che ha iniziato lo scambio. La palla può rimbalzare anche contro le barriere perimetrali, usandole come sponda. E’ consentito un solo rimbalzo nel proprio campo. E’ possibile giocare in singolo o in coppia per un massimo di 4 giocatori totali divisi in due squadre. Come nel padel e nel tennis ogni partita è suddivisa in 3 set da 6 game ciascuno. Ogni game segue le stesse regole del padel e si conquista ottenendo 15, 30, 40 punti più il punto decisivo. In caso di parità (40 pari) si ricorre alla regola del vantaggio come nel tennis. Vince chi ottiene per primo 3 set.

Il campo è circondato da una rete rigida perimetrale di dimensioni di 4 metri nei lati corti e fino a 3 metri nei lati lunghi, nella classica formula della “gabbia” che rimanda al campo ormai noto di padel. Il campo è suddiviso in tre zone: di servizio, di ricezione e zona rossa. La zona di servizio è posta all’estremità del lato corto del campo e dista 3,25 metri dalla rete perimetrale. Quella di ricezione rappresenta la parte centrale del campo. La zona a un metro di distanza dalla rete divisoria è colorata di rosso. Sia la zona di ricezione che la zona rossa sono divise in due trasversalmente seguendo la linea del lato lungo. A padbol si può esclusivamente giocare con un pallone appositamente brevettato della taglia 4 ½, con una camera d’aria ultraleggera e un’imbottitura a 3 strati.

Il movimento sta crescendo rapidamente, più del previsto, contando approssimativamente un migliaio di giocatori attivi.– commenta Enrico Mariotti, responsabile di Padbol Italia - stiamo cercando di promuovere e sviluppare questo sport che ad oggi è riconosciuto come un brand simile alla realtà del Crossfit; l’obiettivo a cui stiamo lavorando è la creazione e l’affiancamento di una lega che ne riconosca lo status di sport per la creazione di tornei e campionati ufficiali. Sulla possibilità che questo sport sbarchi in Piemonte, le richieste da tutta Italia sono molteplici, anche a Torino c’è la concreta possibilità che vengano costruite strutture apposite a breve”.

Un nuovo sport tutto da scoprire, un’ondata di novità necessaria per conoscere realtà ancora poco considerate dal grande pubblico, ma che in futuro potrebbero entrare a far parte dello scenario sportivo mondiale.

Alberto Flori