Durante la conferenza stampa di inizio dicembre il premier Giuseppe Conte aveva illustrato il nuovo DPCM
con tutte le regole per il contenimento del contagio da coronavirus in vista della festività natalizie e di capodanno. Per quanto riguarda lo sport, tutto fermo almeno fino al 15 gennaio, se non oltre: nessun cambiamento quindi per le attività sportive dilettantistiche e giovanili, si potranno disputare solo incontri e gare di "alto livello".
È quanto prevede l'articolo 1 del nuovo DPCM che introduce una modifica rispetto al precedente decreto sullo svolgimento degli eventi sportivi: "Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riconosciuti di alto livello e di interesse nazionale con provvedimento del Comitato olimpico nazionale italiano e del Comitato italiano paraolimpico riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico".
E’ facile pensare che la ripresa degli allenamenti non sarà immediata e che l’eventuale partenza dei campionati e dei tornei potrà avvenire non prima della fine del mese di febbraio, sempre che la curva epidemiologica lo consenta. Quello che è sicuro che tutti, proprio tutti, proveranno a ripartire. Detto ciò, sarà veramente molto difficile la ripresa invernale della pratiche sportive per le società e le squadre cittadine di tutti gli sport. Più in generale, l'arco temporale della stagione agonistica 2020-21 si sta a via a via restringendo. Pur auspicando una lenta ripresa, le varie federazioni dovranno inventare calendari con nuove formule che garantiscano lo svolgimento dei campionati praticamente in una “mezza” stagione.
Insomma una matassa che più passa il tempo e più diventare difficile da dipanare.