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Mer, Ott
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La rivoluzione dell'e-bike

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“Va bene tutto, ma sia chiaro che stiamo parlando di un altro sport...”

Qualche purista della bicicletta storce il naso. Va bene la bici elettrica, ma vuoi mettere la soddisfazione di arrivare a destinazione pedalando con le proprie gambe?

Può darsi che in futuro si giunga a onorevoli compromessi e interessanti contaminazioni, come avvenne ai tempi delle diatribe tra fautori della mountain bike e patiti della bici da corsa. Sta il fatto che la “pedalata assistita” sta incontrando crescente favore. Alla base di tutto resta pur sempre l’azione di pedalare, ma quando il gioco si fa duro, il terreno è in salita o il vento è contrario, a questo punto il motorino, incorporato nella pedaliera, entra silenziosamente e prepotentemente in azione e la vita ricomincia a sorriderti…

Non dico che a questo punto chiunque in bici possa scalare il Pordoi, ma poco ci manca. Di sicuro, senza colpo ferire, si possono affrontare tranquille passeggiate in collina, arrivare a Superga o ai 700 metri della Maddalena.

Tanto per sgomberare il campo, non si pensi che in pianura la bicicletta a pedalata assistita si possa usare “senza aiutino” come si farebbe con una normale. Stramazzereste al suolo, dopo poche centinaia di metri. C’è in più il peso del motorino e soprattutto delle batterie.

Nonostante i potenti freni a disco, in discesa bisogna stare attenti a non farsi prendere la mano, perché l’eBike acquista rapidamente velocità, viene giù come una scheggia e si rischia di raddrizzare qualche curva.

Su percorso pianeggiante si mantiene agevolmente la velocità cicloturistica di crociera intorno ai 25 km. all’ora. In questo caso l’autonomia è di un centinaio di chilometri; chiaramente più aumenta la salita e più rapidamente si scaricano le batterie. Ritornando freschi come un rosa, si possono affrontare per esempio i primi rilievi del Valsangone: i giri classici a Trana, Giaveno, la colletta di Cumiana e via dicendo. Sano movimento, benefici alla circolazione, comunque le gambe non stanno ferme.

Si aprono poi altri scenari interessanti e prima improponibili per ciclisti della domenica senza adeguato allenamento. Si può caricare l’eBike nel bagagliaio, allontanarsi dalla città e poco dopo ripartire in sella alla scoperta della fitta rete di sterrati e mulattiere che solcano le nostre montagne.

Grazie alla crescente diffusione e ai famosi “bonus” i prezzi delle bici elettriche sono diminuiti, anche se restano decisamente più alti rispetto ai modelli tradizionali. Però si stanno diffondendo formule di noleggio, specialmente per chi va in bici solo ogni tanto o chi la vuole usare per una semplice scampagnata. Alcune ditte forniscono pure un’app da scaricare sul telefonino per seguire in dettaglio il percorso.

Nelle città la convivenza tra bici e auto resta difficile. Gli incidenti sono purtroppo all’ordine del giorno. A questo proposito Nichelino è stata una delle tappe del singolare Giro del Piemonte di Paola Gianotti, campionessa di ciclismo e detentrice di tre Guinness World Record, dedicato al tema della sicurezza in bici. Durante questa recente compagna, che ha toccato diverse città, è stata installata una segnaletica promozionale per invitare a mantenere le distanze di sicurezza tra ciclisti e automobilisti.

Per la cronaca in questa Estate 2020 Stupinigi ha segnato anche l’arrivo della storica Milano-Torino con la partecipazione dei migliori corridori del momento. Gara vinta dal francese Arnaud Démare, al terzo posto il belga Wout Van Aert (... un campione arrivato dal ciclocross, giusto in tema di contaminazioni) che di lì a pochi giorni avrebbe vinto la prestigiosa Milano – Sanremo. Il sogno per Nichelino Stupinigi resta una tappa del Giro d’Italia. Però il passaggio della corsa alla Crociera è stato contrassegnato da un maxi ingorgo con cittadini incavolati neri per la chiusura del traffico in ora di punta. Tempi duri per ciclisti e automobilisti.