L'UTIM odv, Unione per la Tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità Intellettiva, ha adottato
sin dal suo atto costitutivo, l’obiettivo di svolgere il cosiddetto “volontariato dei diritti”.
Invece di cercare di colmare le lacune nei servizi e nelle prestazioni fornite dall’Ente pubblico, l'Unione ha intrapreso la sfida di tutelare i diritti delle persone incapaci di difendersi a motivo di disabilità intellettive, secondo i principi costituzionali, nonché secondo quanto sancito dalle norme vigenti.
Questo approccio ci pone di fronte a un paradosso del sistema attuale. Troppo spesso difatti, le organizzazioni di volontariato si trovano a fare da supplenti delle mancanze istituzionali, venendo da queste elogiate e sostenute economicamente. Si crea così un circolo vizioso che perpetua un'ingiustizia sistemica, dove le carenze sostanziali sono tenute nascoste e rimangono inalterate, e le associazioni sono rese via via meno indipendenti nel loro operato.
Il volontariato dei diritti sceglie una strada diversa. Invece di cercare di sostituirsi alle Istituzioni, si impegna a rivendicare attivamente il rispetto dei diritti e l’attuazione delle norme vigenti o la loro promozione.
Certo, non è una sfida facile. Richiede un impegno costante e una preparazione tecnica e legale da parte dei volontari. Ciò assieme alla necessità di mantenere sempre la propria indipendenza, da quella economica a quella intellettuale, al fine di permettere all'associazione la libera espressione di idee ed eventuali critiche sull'operato delle Istituzioni, sul vero contenuto delle norme e sui regolamenti emanati, senza essere pertanto condizionata da legami o interessi, se non dagli interessi delle categorie che si intende tutelare.
L'efficacia di questa impostazione appare, ad esempio, nel successo conseguito nella battaglia per l'aumento dell’importo da fame della pensione di invalidità. Dopo un percorso giudiziario durato cinque anni, la Corte Costituzionale - si ricorderà - con la sentenza 152/2020, ha stabilito di fatto il raddoppio immediato dell'importo mensile di questo emolumento, di cui hanno potuto beneficiare sostanzialmente tutte le persone invalide al 100%.
Ciò dovrebbe stimolare una profonda riflessione sul ruolo del volontariato. In un'epoca caratterizzata da una crescente erosione dei diritti sociali e da una costante riduzione dei finanziamenti destinati alle fasce più vulnerabili della società, le associazioni di volontariato dovrebbero ridefinire il loro focus, spostandolo dalla mera erogazione di prestazioni alla difesa dei diritti delle fasce più deboli della popolazione – ovvero le persone incapaci di tutelarsi da sé – riducendo le attività di servizio solo in caso di eventuali e occasionali emergenze immediate.
Invitiamo pertanto i lettori a riflettere sul proprio coinvolgimento nel volontariato e a considerare come poter contribuire a costruire così una società più giusta. Se interessati, l’Utim è a disposizione per informazioni sulla propria attività e impegno, nonché ad accogliere e seguire nuovi e assai benvenuti aderenti.
UTIM Nichelino
348.5682346