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Gio, Apr
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Un bel momento di aggregazione e solidarietà

Volontariato
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Ivo è il diminutivo di Ivano Statilio, un giovane giocatore della squadra di calcetto amatoriale

sponsorizzata da sempre dall’azienda Cantelli Scale di Nichelino. 
Il 10 settembre 2010 era venuto a mancare prematuramente e a lui ogni anno è dedicato questo torneo che quest’anno si è svolto dal 12 al 17 settembre presso l’oratorio Alex Tamburello della parrocchia Madonna della Fiducia.

Ma come succede che un qualcosa che riguarda poche persone si trasformi in un evento atteso da tutto il quartiere e dalla città?

Cominciamo dai numeri: 32 squadre di calcio a 5 maschile e 5 femminile, 16 di volley, un evento dimostrativo di basket in strada con 12 squadre, un torneo di calcio a 5 che ha coinvolto 4 società di calcio per bambini con la categoria 2014, tanti sponsor amici, il patrocinio del Comune di Nichelino, uno stand dell’associazione “Il Raggio di Sole”, la Croce Rossa, 50 volontari. Il torneo di calcio a 5 femminile è stato la novità di quest’anno, che ha suscitato molto interesse grazie alla classe, all’eleganza e alla grinta delle ragazze.

Francesco Saffioti, uno degli organizzatori spiega: “Con questo evento, giunto alla XII edizione, stiamo cercando di portare avanti i valori dello sport: il non discriminare, il poter integrare più persone possibili per costruire un bene maggiore che è quello dell’attenzione al prossimo e alle fragilità di oggi. Tutto ciò si esprime attraverso la cura che i volontari dimostrano durante i giorni del torneo e la beneficenza che ogni anno scegliamo di fare verso una realtà del territorio. Inoltre cerchiamo di mantenere vivo il ricordo di Ivano e da quando la manifestazione è diventata pubblica, lui è conosciuto da molte più persone nella città”.

La premiazione è stata una festa, dove non è mancato un momento canoro che ha coinvolto alcuni cantanti del territorio, tra cui Daniele Miola e Giulia Adamo.

A questa manifestazione hanno preso parte più di 50 volontari che si sono messi al servizio dell’associazione Noi Fiducia S.D.-APS. La prima a portare la sua testimonianza è Sonia Lasaracina: “Servire: c’è più gioia nel dare che nel ricevere, queste parole racchiudono ciò che, da volontaria, ho vissuto durante la settimana di servizio. Ho accolto con curiosità e gioia l’invito a prendere parte alla manifestazione. Sono stata accolta con altrettanta gioia e grande disponibilità da parte di tutta la squadra operante. Allarga il cuore ripensare ai tanti sorrisi incontrati, uniti da un unico obiettivo, un gesto di solidarietà”.

Maria Quasso e Piero Padovan raccontano la loro esperienza in cucina: “Tra noi volontari abbiamo trovato armonia e collaborazione. È stato bello vedere collaborare volontari di età diverse, dai 18 ai 70 anni. Massima attenzione è stata data alle norme igieniche per permettere agli atleti e agli spettatori di sentirsi al sicuro”.

Damiano Lopez e Michele Zagaria sono due volontari che da sempre si prendono cura dell’oratorio e dei ragazzi che lo frequentano, entrambi si sono messi al servizio dei giocatori e degli spettatori dando una mano ovunque fosse necessario: “Saremo sempre disponibili per manifestazioni come questa, perché sono importanti per la comunità e la città tutta”.

Un altro ruolo importante e molto delicato per la riuscita del torneo è stato quello degli arbitri, che ogni sera hanno aiutato a far sì che ogni partita si svolgesse in serenità e gioia. “Anche quest’anno, per il terzo consecutivo sono stato uno degli arbitri - racconta Fabio Domeneghetti - In questi anni ho visto crescere sia il numero di presenze di giocatori che l’importanza sociale dell’evento, fino a diventare un appuntamento fisso per la mia fine estate! La crescita di questo torneo passa anche dall’aspetto sportivo, il numero delle squadre è aumentato, le partite sono sempre più combattute, ma sempre caratterizzate da grande rispetto e correttezza. Spesso sono bastati grandi sorrisi, piuttosto che i cartellini, per gestire le situazioni. Essere parte di un torneo caratterizzato da inclusione e solidarietà, oltre che da tanto divertimento è un vero piacere”.

Lasciamo la parola ad Andrea Borlo che si è occupato della gestione degli spogliatoi: “La mia prima partecipazione risale a sei anni fa, quando il torneo era ancora limitato ai giocatori del gruppo TDC, perciò la soddisfazione di vedere un torneo aperto a tutta la comunità è davvero grande. Nonostante io non abbia avuto il piacere di conoscere personalmente Ivano, sento vivo il suo ricordo grazie agli importanti valori morali che ci sono stati tramandati dalle persone che l’hanno conosciuto, a cui va un ringraziamento speciale”. 

In chiusura le riflessioni del Parroco don Gian Franco Sivera: “Anche quest’anno il memorial dedicato all’indimenticabile Ivo è stata una bella opportunità di aggregazione e incontro in un clima di amicizia e servizio. Un’occasione per sperimentare la bellezza e il valore della comunità che accoglie, educa e permette a tutti di esprimere le proprie capacità e i propri talenti. La nostra comunità parrocchiale, che in tutto il territorio cittadino è riconosciuta come “la Fiducia”, è sempre stata attenta ad offrire non solo gli spazi, campi da calcetto, volley e l’intero oratorio, ma anche ospitalità e professionalità al fine di rendere migliore il quartiere in un’ottica di promozione e salvaguardia dell’intera città.

Sarebbe bello che il prossimo anno, all’aspetto propriamente ludico e aggregativo, si offrisse anche ai numerosissimi partecipanti anche la possibilità di confronto e dialogo su temi fondamentali per la crescita umana e cristiana”. 

Servizio a cura di Monica Olivieri, Bruno Guglielmino e Stefano Cuccu

 
ASSOCIAZIONE IL RAGGIO DI SOLE

Diamo la parola ad Antonio Nasto, presidente dell’associazione “Il Raggio di Sole” a cui quest’anno è stata devoluta parte del ricavato del torneo in memoria di Ivano Statilio: “L’associazione di volontariato “Il Raggio di Sole” si occupa di dare sostegno alle famiglie che hanno bambini con diagnosi di autismo. È un’associazione nata con 4 bimbi, che ormai sono ragazzi, quasi adulti, e oggi conta più di 250 famiglie all’interno della città metropolitana di Torino. Il 23 maggio di quest’anno c’è stato il decennale dell’associazione. Essa è un ponte che fa da tramite tra i servizi del territorio e le famiglie. A queste offriamo percorsi di parent training in cui possono condividere il loro vissuto, perché il fatto di non scoprirsi soli dà un senso di sollievo. Nel momento in cui una famiglia riceve la diagnosi di autismo per uno dei suoi figli, essa subisce un cambiamento profondo e repentino. Arrivare all’accettazione è molto difficile. L’associazione aiuta le famiglie dando un supporto esperienziale e mettendo a disposizione servizi e professionisti con competenze specifiche. L’autismo non è una malattia, è un funzionamento atipico dell’individuo ed è pervasivo. I bambini che ricevono la diagnosi di autismo presentano compromissioni nell’interazione sociale, nella comunicazione e nella relazione, possono presentare interessi e comportamenti limitati e ripetitivi.

L’associazione cerca di fornire a questi bambini e ragazzi attività mirate all’apprendimento dell’autonomia. Progettiamo percorsi sportivi per i nostri bambini e per aumentare il benessere di mente e corpo. Lo sport è un canale inclusivo che permette di fare acquisizioni importanti sul piano relazionale. Il nostro intento è proprio quello di inserire i bambini con autismo in attività con i loro coetanei per integrarli. Alcune delle nostre attività sono il nuoto, l’ippoterapia, la pet therapy, la riabilitazione logopedica e neuropsicomotoria, che servono per lavorare sull’attenzione, la concentrazione e il controllo delle emozioni.

Per noi del Raggio di Sole è stato importantissimo essere invitati a questo torneo e ne siamo onorati. Oltre alla raccolta fondi è stata molto importante la visibilità sul territorio e poter continuare a farsi conoscere; per questo ringrazio Beppe Lopez, Don Gian Franco, la Parrocchia Madonna della Fiducia e San Damiano e tutti i volontari.

Scenari possibili: da quando mio figlio ha ricevuto la diagnosi ho cambiato il mio modo di pensare, vivo giorno per giorno. Ringrazio per la giornata, per la quotidianità, ma ho ben presente che per ogni essere umano la vita può cambiare da un istante all’altro. Ho imparato che l’unico modo per aiutare mio figlio è non chiudersi in un guscio, è uscire e abbattere le barriere e portare avanti i valori della famiglia, dell’affetto e della parola figlio, quindi ogni giorno combatto”.

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