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Gio, Lug
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Una città capace di accogliere

Volontariato
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L’Associazione San Matteo Onlus per diversi anni in estate ha ospitato bambini bielorussi

che vivono vicino alla zona di esclusione di 30 km attorno alla centrale nucleare di Chernobyl che si trova in Ucraina.

Qui nel 1986 (c’era ancora l’Unione Sovietica) si era verificato il più grave incidente nucleare della storia. Come è noto l’effetto delle radiazioni perdura tuttora, ma è stato scientificamente dimostrato che nei bimbi la permanenza anche per brevi periodi in zone non contaminate può avere effetti benefichi. Il primo gruppo di bambini era arrivato nella nostra città nell’estate del 2007. “Nello scorso dicembre – spiega il presidente Silvio Tomasini - avevamo pensato, come direttivo, di organizzare per questo luglio 2022 l’accoglienza di un gruppo misto con la presenza di bambini bielorussi ed ucraini. A questo scopo avevamo visitato il villaggio ucraino di Radinka, al lato opposto della zona di esclusione, presso il quale anche una associazione di Carmagnola (Mondo in Cammino) porta avanti progetti di cooperazione”.

L’organizzazione del soggiorno per quest’estate era a buon punto, fiduciosi di poter finalmente riprendere l’attività dopo il periodo della pandemia. In accordo con la direttrice della scuola di Radinka si stavano definendo i dettagli per l’accoglienza del gruppo misto a luglio.

“Purtroppo non potevamo immaginare quanto la follia umana potesse essere così drammaticamente sconvolgente da iniziare una vera e propria guerra – aggiunge Silvio Tomasini - Di conseguenza si è dovuto cambiare la nostra scala delle priorità e quindi abbiamo messo a disposizione dell’Amministrazione Comunale la nostra esperienza di accoglienza, questa volta mirata ai profughi ucraini in fuga dalla guerra”.

L’accoglienza prevede un primo momento in cui il gruppo di ucraini viene ospitato presso il Conventino, struttura collettiva della Parrocchia Santissima Trinità, messa a disposizione dal parroco don Riccardo.  “Qui la nostra associazione ha anche la sua sede – spiega Tomasini -

Nelle prime due settimane i volontari aiutano ad evadere alcune pratiche burocratiche relative all’assistenza sanitaria, ai permessi di soggiorno, all’iscrizione a scuola dei bambini. Nel frattempo le mamme e i bambini ucraini hanno la possibilità di ambientarsi nella nostra città, conoscere le famiglie che li ospiteranno e le varie associazioni ed enti che in varie forme li aiutano ad inserirsi nel tessuto sociale di Nichelino. In un secondo momento, concluse le pratiche burocratiche, le mamme e i loro figli vengono accolti in famiglia”.

Ad oggi ci sono 27 persone (mamme con bambini) ospitate in famiglie dell’associazione San Matteo. “Vogliamo ringraziare tutte le famiglie ospitanti per la loro generosità e per la forza dimostrata nel mettersi in gioco per una esperienza che ogni giorno riserva sorprese, problemi, ma anche molte soddisfazioni. Siamo sempre alla ricerca di nuove famiglie disponibili all’accoglienza”.

È possibile contattare l’Associazione San Matteo Onlus al numero 339.4200289.

TESTIMONIANZA  

Come è cambiata la nostra vita

“Chi l’avrebbe mai detto che, dopo due anni di limitati rapporti sociali dovuti alla pandemia, mi sarebbe capitato di trovarmi con la famiglia allargata per l’ospitalità che stiamo offrendo ad una signora ucraina e alle sue due bellissime bambine. Se prima in pandemia si usciva poco e si frequentavano poche persone, adesso la casa è un continuo via vai di gente che vuole conoscere le ospiti per offrire loro aiuto, conforto e supporto.

La vita è cambiata repentinamente, come le abitudini e le regole che seguivamo in famiglia, ad esempio il proibitivo “Non si usa il cellulare a tavola!” Adesso guai se non si hanno almeno 3 o 4 cellulari in tavola con le app per tradurre e per comunicare fra di noi. Inoltre prima si aveva più tempo per sé, perché l’organizzazione di una famiglia di 4 persone con abitudini consolidate è ben diverso che organizzare una famiglia di 7 persone che parlano lingue diverse.

I ruoli sono cambiati, gli schemi saltati e tutti ci diamo una mano per condividere questa bella esperienza insieme, ma non siamo soli perché in questo mese abbiamo conosciuto tramite l’associazione San Matteo, tantissime associazioni che ci stanno dando una mano: Parrocchia, Caritas, Croce Rossa, Istituzioni Comunali e anche vicini di casa e amici. Diciamo pure che un po’ tutta la “Comunità Nichelinese” si è prodigata per procurarci vestiti, giochi, materiale per la scuola, per aiutarci nelle faccende burocratiche come vaccini, permessi di soggiorno, asl e via dicendo.

Le difficoltà ci sono, soprattutto perché per le mie ospiti è arduo non pensare al padre e al marito che è rimasto in Ucraina, alla casa che avevano una volta, ai nonni e ai parenti che sono rimasti lì. A volte si sentono a disagio e vorrebbero non pesare e per quanti sforzi noi possiamo fare per farle sentire a casa la nostalgia le assale.

Loro come tutti gli altri ucraini ospitati nella nostra città sono molto grati di tutti gli sforzi che sta facendo la comunità per accoglierli e sono ben consapevoli di tutto quello che stanno ricevendo, ma anche la comunità sta ricevendo molto dalla loro presenza e si sta scoprendo più solidale e capace di accogliere gli altri".

D.C.