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Il barbagianni è tornato a casa

Cronaca
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Una storia a lieto fine che premia l’impegno quotidiano per la tutela della fauna selvatica. Questa volta, al Parco naturale di Stupinigi, lo sforzo congiunto di guardiaparco e volontari ha dato i suoi frutti.

Nei giorni scorsi i guardiaparco dell’Ente di gestione delle Aree Protette dei Parchi Reali, insieme ai volontari del Centro Animali Non Convenzionali (CANC) di Grugliasco, hanno riportato in libertà un esemplare di barbagianni, restituendolo al suo ambiente naturale dopo un periodo di cure e riabilitazione.

L’animale era stato trovato ferito da un utente  del Parco. Gli accertamenti veterinari avevano evidenziato una frattura alla scapola, probabilmente causata da un impatto con un veicolo o una struttura. La  tempestività del soccorso e la professionalità degli operatori hanno fatto la differenza: curato e sottoposto a un attento percorso di riabilitazione al volo, il rapace è tornato a solcare i cieli di Stupinigi.

Sul sito dell’Ente Parchi Reali la descrizione e il video dell’’intervento finale.  La liberazione è avvenuta in un’area tranquilla del Parco, caratterizzata da un prezioso mosaico di ambienti naturali e agricoli, habitat ideale per il Tyto alba (nome scientifico del barbagianni) . Questo rapace notturno predilige infatti prati, campi, zone incolte ed ecotonali, soprattutto dove non mancano siepi, filari e corsi d’acqua. Non di rado frequenta cascine e fabbricati rurali, rifugiandosi di giorno tra fienili e soffitte, per poi uscire al crepuscolo a caccia di roditori, arvicole, rane, talpe e altri piccoli animali.

Eppure proprio il legame con il paesaggio agricolo tradizionale è oggi uno dei fattori che ne segnano il declino. Nel Nord Italia la popolazione dei barbagianni è crollata dell’80% negli ultimi vent’anni: agricoltura intensiva, urbanizzazione e perdita di siti riproduttivi hanno profondamente alterato gli habitat di caccia. A ciò si aggiunge l’uso di rodenticidi, sostanze che si accumulano nei predatori causando debilitazione e morte. Non a caso, il barbagianni presenta un cattivo stato di conservazione sia a livello nazionale sia europeo.

In Piemonte le segnalazioni sono rare e sporadiche. Per questo il recupero e la liberazione dell’esemplare rappresentano molto più di un semplice intervento riuscito: sono la prova concreta che la tutela attiva funziona. Nonostante sia circondato da strade e centri urbani, il Parco di Stupinigi si conferma un’oasi di biodiversità di straordinario valore ecologico. Un patrimonio che, come dimostra questa vicenda, merita di essere protetto con impegno costante e vissuto con consapevolezza.

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