Come ogni anno il Comune di Nichelino aderisce alla “Giornata” del 25 novembre con diverse iniziative fino a fine mese.
Venerdì 25 novembre alle ore 9.15 Presso le panchine rosse della città “Diamo voce alle panchine rosse”. Panchine rosse animate dalle associazioni e dalle scuole con distribuzione di materiale informativo. Alle ore 10.15 in piazza Di Vittorio “Nichelino contro la violenza di genere” Mobilitazione aperta a tutta la cittadinanza in collaborazione con il Collettivo RedBench. Interventi e attività sul tema della violenza di genere.
Dal 25 al 28 novembre (orario di apertura) Galleria Novacoop di piazza A. Moro
Mostra “Com’eri vestita” a cura di Amnesty International.
Esposizione di vestiti indossati da diverse donne quando hanno subito una violenza sessuale, per denunciare la “vittimizzazione secondaria”.
Sabato 26 novembre dalle 10.00 alle 12.00
Mercato di Piazza C. Alberto Dalla Chiesa
Campagna di informazione e sensibilizzazione in collaborazione con la Consulta delle Donne. Saranno presenti le operatici dei Centri Antiviolenza E.M.M.A. “Punto Donna Nichelino”.
Martedì 29 novembre alle 20.45
Biblioteca Civica “G. Arpino” – Via Turati 4/8
Presentazione del libro “No significa no. Creare una cultura del consenso per combattere la cultura dello stupro” di Benedetta Lo Zito, alla presenza dell’autrice.
Con cultura dello stupro si intende l’insieme dei comportamenti, dei pensieri e delle norme socialmente accettate che contribuiscono a plasmare una società in cui le violenze sessuali sono tollerate.
La rape culture è multisituata: si trova nei nostri comportamenti quotidiani, nei modi di dire che utilizziamo senza farci troppo caso, nel nostro sistema politico e sociale che pone sempre più l’accento sulle vittime, invece che su chi agisce la violenza. Un’indagine Istat del 2019 ha evidenziato che 1 persona su 4 (23,9%) ritiene tutt’oggi che un modo di vestire provocante possa causare una violenza sessuale; quasi il 40% degli intervistati pensa che, se una donna lo vuole davvero, può sottrarsi a un rapporto non consensuale; il 15% crede che se una donna subisce uno stupro in stato di alterata percezione della realtà sia anche responsabilità sua.
Questo libro vuole riflettere sulla necessità di costruire insieme una cultura fondata sul consenso, la comunicazione e il rispetto reciproco, in cui nessuna persona debba imparare a difendersi. Una cultura in cui “no” significa “no”, un silenzio significa “no”, e solamente “sì” significa “sì”. Eris edizioni - Aprile 2022
Mercoledì 30 novembre alle 21.00
Salone Croce Rossa – Via N. Sauro, 13
Intervento teatrale con letture e brevi scene drammatizzate sul tema della violenza contro le donne a cura dell’Associazione Culturale Arcoscenico.