Chi ha qualche primavera in più ricorda che il 1978 fu “l’anno dei tre Papi”.
Il 6 agosto, dopo quindici anni di pontificato, morì Paolo VI. Il giorno 26 venne eletto Papa il card. Albino Luciani che scelse il nome di Giovanni Paolo I. Restò alla guida della Chiesa cattolica per soli 33 giorni! Non mancarono le voci e fantasie “complottiste”, ma la causa della morte fu un improvviso attacco cardiaco e nessun’altra ipotesi ebbe mai la benché minima conferma. Il 26 ottobre salì sulla cattedra di Pietro il card. Karol Wojtyła, Giovanni Paolo II, che fu vescovo di Roma per i successivi 26 anni.
Anche il pontificato di Papa Luciani, incredibilmente breve, ha però lasciato un segno profondo. Infatti lo scorso 4 settembre è stato proclamato beato.
Pure in questo caso l’elezione a Papa giunse inaspettata. Poche ore prima di entrare in conclave il card. Luciani si era recato dal meccanico per sollecitare la riparazione della sua auto che l’aveva lasciato in panne: “Al massimo tra qualche giorno devo rientrare a Venezia e non saperi come fare per recuperare la macchina…” Ma la fatidica fumata bianca arrivò già il giorno dopo.
Albino Luciani era nato nel 1920 a Forno di Canale (poi diventato Canale d’Agordo), un paesino di montagna vicino a Belluno da una povera famiglia contadina. Ordinato sacerdote nel 1935, parroco, venne consacrato vescovo di Vittorio Veneto da Papa Giovanni XXIII e poi Paolo VI lo nominò Patriarca di Venezia.
I giornali lo chiamarono “il Papa del sorriso”, in occasione delle sue prime udienze generali (ne fece solo quattro) entrò subito nel cuore dei fedeli per la sua mitezza e semplicità. Queste sue catechesi da Papa furono incentrate sull’attualità e la bellezza della vita cristiana fondata sulle virtù di fede, speranza e carità.
A Canale d’Agordo resta per tutti “il nostro don Albino” e la sua casa natale continua ad essere meta di pellegrinaggio. La fase diocesana del processo di beatificazione era iniziata nel 2003, per poi proseguire in Vaticano. Sono state poi acquisite altre ventuno deposizioni di testimoni tra cui quella del Papa emerito Benedetto XVI, rilasciata nel 2015, primo caso nella storia delle cause di canonizzazione. Il miracolo preso in esame per la beatificazione di Giovanni Paolo I è stata l’inspiegabile guarigione di una bambina affetta da “grave encefalopatia infiammatoria acuta”, avvenuta a Buenos Aires nel 2011. La madre della bambina, su consiglio del parroco molto devoto a Papa Luciani, aveva richiesto la sua intercessione.
“Con il sorriso Papa Luciani è riuscito a trasmettere la bontà del Signore - ha sottolineato Papa Francesco durante la cerimonia di beatificazione - È bella una Chiesa con il volto lieto, sereno e sorridente, che non chiude mai le porte, che non inasprisce i cuori, che non si lamenta e non cova risentimento, non è arrabbiata e insofferente, non si presenta in modo arcigno, non soffre di nostalgie del passato”.
La bimillenaria storia della Chiesa, come sempre molto travagliata, in questo recente scorcio ha però ricevuto in dono Papi di alto profilo umano e spirituale: Albino Luciani è sicuramente tra questi.
C.F.