Questo è uno dei posti meravigliosi dell’Ucraina che mi auguro si possa al più presto tornare a visitare.
UNA PERLA NASCOSTA
Parlo di Lviv (Leopoli), la perla dell’Ucraina occidentale, ai piedi dei Carpazi, distrutta da un incendio nel XVI secolo e interamente ricostruita da architetti italiani.
Cosa si può vedere a Lviv? La torre del Comune, la Casa Nera, un cortile italiano e moltissimi musei. I bar e i locali più famosi si ricollegano alle molte storie e leggende della città, come il Pravda theatre bar, chiamato così in onore del muro su cui gli ubriachi andavano a scrivere le verità che non avevano il coraggio di dire a voce.
Lviv dall’alto è una città dai comignoli ribelli e tetti in lamiera con un’atmosfera molto bohémien. L’omogeneità dei palazzi del centro storico è interrotta dalle torri e cupole nei più disparati stili. Non è un caso che in italiano Lviv si chiami Leopoli: la città non solo è dedicata, nel nome, alla figura del Leone (fu fondata nel 1256 da Daniele di Galizia, re della Rus’ di Kiev, che la intitolò al figlio Leo), ma è anche letteralmente cosparsa di statue, richiami e bassorilievi leonini. Attenti alle inferriate, ai telamoni che sorreggono i balconi, ai portoni, ai cancelli, ai tombini: i leoni di Lviv sono ovunque e hanno tenuto salda l’identità della città nelle molte vicissitudini storiche fino ai giorni nostri. Se pensate che Lviv non abbia un fiume, vi sbagliate: un fiume c’è eccome, scorre proprio sotto la Prospekt Svobody, ingabbiato tra grossi piloni di legno e muri di cemento dal 1887. Questo grande viale alberato ricorda la Sadovaya di Mosca o di San Pietroburgo, ricco di giardini, aiuole e statue. Troviamo centinaia di templi di diverse confessioni diverse, che riflettono il passato della città: chiese armene, sinagoghe, chiese ortodosse russe e cattoliche polacche, fino alla chiesa greco-ortodossa, anche detta uniate, nata a fine ‘500 per riportare i cristiani d’Oriente sotto l’autorità del Papa di Roma. Cattolici, quindi, ma di rito bizantino, molto simile a quello ortodosso. Non sono da dimenticare i resti della Sinagoga della Rosa d’Oro, distrutta dai nazisti, che oggi ospita un piccolo memoriale. Nel vecchio quartiere ebraico sorge anche il mercato della città, diviso su più piani e articolato in diverse sezioni. Tra i mercati c’è anche da vedere il Vernissage dove si vendono oggetti usati e artigianato, antiquariato e quadri, proprio di fianco all’Opera. Le vecchie mura, in gran parte distrutte, riaffiorano a tratti lungo la via Pidvalna. Anche gli Arsenali e la Torre delle Polveri, la Porokhova Vezha (vegliata da due splendidi leoni addormentati), meritano una visita.
TRANSIBERIANA
Proviamo anche a parlare di Russia, non per quello che sta succedendo, ma per quello che ci auguriamo al più presto possa tornare, ossia un paese da visitare. Allora perché non sognare un viaggio su rotaia? Stiamo parlando della famosa Transiberiana, l'enorme ferrovia che attraversa l'ex impero sovietico da un capo all'altro, da Mosca a Vladivostock, correndo tra steppe, montagne e enormi foreste. Il treno impiega una settimana a percorrere questa enorme distanza, ma ci si può fermare ad ogni tappa per scoprirne la bellezza e riprendere poi il cammino.
La Ferrovia Transiberiana misura in tutto 9.288 km ed è la ferrovia più lunga del mondo. Fu presentata per la prima volta con grande sfarzo all'Esposizione universale di Parigi del 1900, con il nome di Train Transibérien. La Siberia, prima della costruzione di questa leggendaria ferrovia, si raggiungeva in circa 3 - 4 mesi con trasporti trainati da animali. Il problema principale era l'attraversamento dei fiumi che, scorrendo da sud a nord, impedivano un percorso agevole nella direzione da ovest a est. A costruirla ci vollero 25 anni e 90.000 uomini, per lo più condannati ai lavori forzati, molti dei quali persero la vita a causa delle condizioni di lavoro estreme.
Il percorso originale della Transiberiana ricalca quello del primo treno del 1906 che partì da Mosca per raggiungere Valadivostock, ma nulla vieta di optare per esempio di partire da San Pietroburgo. La bellezza sta nell'addentrarsi nel cuore di un paese, fuori dai circuiti turistici, in un viaggio davvero on the road, con tutte le emozioni del caso. La prima fermata della ferrovia Transiberiana è presso la stazione di Vladimir e poco distante c'è la più turistica Suzdal.. Ekaterinburg è la porta della Siberia ed è una tappa imperdibile della Transiberiana. Qui si trova il luogo dove fu ucciso l’ultimo Zar di Russia con un santuario sul luogo di sepoltura di Nicola II e della sua famiglia, sterminata dai bolscevichi.
Irkutsk si trova a breve distanza dal Lago Baikal, uno dei posti paesaggisticamente più belli della Russia. Famosa per le sue bellissime casette in legno intagliato, merita assolutamente una visita, specialmente se volete fare un giro al Baikal. Khabarovsk è uno dei porti più grandi sul fiume Amur, al confine con la Cina. Circondata dalla taiga a perdita d'occhio, alcuni dicono sia una città molto viva. Vladivostok è la tappa finale della Transiberiana. Considerata la perla dell'Oriente Russo è famosa per la gastronomia a base di freschissimi frutti di mare. Da città remota e malinconica negli ultimi anni si è trasformata in un universo tecnologico in salsa russa. Per il ritorno, da Vladivostok a Mosca, sono necessari 6 giorni e 22 minuti di viaggio. Le tappe quindi possono essere opportunamente distribuite nel viaggio di andata e di ritorno.
Giuseppe Odetto