A Gerusalemme sono partiti i lavori di restauro della pavimentazione della Basilica del Santo Sepolcro,
che è senz’altro uno dei luoghi più significatici della Cristianità. Prima dell’interruzione del flusso di visitatori a causa della pandemia questo luogo ogni anno ospitava folle di pellegrini, cristiani, ma anche mussulmani in visita alla tomba del profeta Yeshua, il figlio della vergine Maria. Sei anni fa erano stati realizzati alcuni interventi di consolidamento all’Edicola della Tomba di Cristo, il punto in cui secondo il racconto dei Vangeli avvenne la sepoltura e la resurrezione di Gesù. Le diverse confessioni cristiane presenti all’interno della basilica (ortodossi, cattolici e armeni) avevano finalmente trovato un accordo per il restauro del manufatto che rischiava di crollare.
Tra i soggetti che ora lavorano ai delicati interventi sul pavimento, a carico della Custodia di Terra Santa, c’è anche il Centro per la Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, oltre al Politecnico di Milano. Al centro dell’attenzione però non c’è solo la conservazione della Basilica, ma anche un importante scavo archeologico che durerà un paio d’anni per scoprire gli strati sottostanti alla pavimentazione. Si tratta di un progetto di ricerca molto articolato per il quale è stato costituito un gruppo multidisciplinare altamente specializzato, coordinato dall’Università La Sapienza di Roma
Il complesso del Santo Sepolcro congloba sia la roccia del Golgotha, dove fu infissa la croce, e sia la tomba, a pochi metri di distanza: quel sepolcro nuovo di cui si parla nei Vangeli, messo a disposizione da Giuseppe di Arimatea, facoltoso membro del sinedrio.
L’identificazione del luogo come la tomba di cui si parla nei Vangeli risale all’epoca di Costantino. Nel 326 d.C. un gruppo di emissari dell’imperatore, tra cui la madre Elena, si recarono a Gerusalemme in cerca delle tracce della Passione. Secondo la tradizione trovarono la croce, i chiodi, la corona di spine, la sindone e appunto la tomba.
Nel I secolo l’antica Gerusalemme era stata completamente distrutta dai Romani per stroncare le rivolte giudaiche. Al suo posto venne costruita una nuova città, Aelia Capitolina; per cancellare le memorie ebraiche vennero edificati templi in onore delle divinità romane. Lo storico Eusebio di Cesarea nel IV secolo scrisse che Costantino fece demolire il tempio di Venere eretto dall’imperatore Adriano e che sotto le fondamenta venne trovata appunto la tomba di Gesù. Già prima però quel luogo era stato meta di pellegrinaggio nei primi decenni della comunità giudaico-cristiana, nata dopo i fatti descritti nei Vangeli. Sotto il dominio mussulmano la chiesa costantiniana fu distrutta dal califfo Hakim bi-Amr Allah. L’odierno complesso risale all’epoca delle crociate, ma nel corso dei secoli è stato più volte modificato.
Sotto il pavimento della Basilica del Santo Sepolcro sono passati duemila anni di Storia.