Sugli eccessi e le stranezze di come si è trasformato il rapporto tra cani e padroni abbiamo già scritto un paio anni fa, prima della pandemia.
Anche Report in una recente puntata ha scoperto il fenomeno e ne ha descritto le incredibili derivazioni finanziarie.
“Sua maestà” il cane, appunto… ci sono asili per cani identici a quelli per bambini: non sono solo anziane signore, ma ricchi e ricche professioniste vogliono per il loro cane una vita ineccepibile, affettivamente completa. Non devono stare soli, devono mangiare cibo di alta qualità, le crocchette sono out, devono affinare le loro qualità intellettive (peccato che non possano andare all’Università e proseguire il lavoro del loro padrone professionista…). Quindi in questi “asili cucine” con cibi freschi e sanissimi si svolgono attività sociali e motorie. Il cibo è prodotto sottovuoto con regole alimentari di elevata qualità e sanità.
Io amo gli animali, vedo in giro cani bellissimi, puliti. A volte non mi trattengo dal fare complimenti a cani e padrone. Errore … perché molti padroni ne sono infastiditi. Mi ci è voluto un po’ per capirlo, ma la ragione è una: il rapporto cane-padrone si è strutturato così “negativamente umano”, tale da includere addirittura una forma di gelosia. Non vogliono cioè che il loro cane si interessi ad altri umani!
I rapporti personali umani, diretti e fisici, già carenti e frettolosi con i telefonini, sono ovviamente peggiorati con la pandemia. Sono invece migliorati moltissimo con i cani. In fondo è tutto più semplice: il cane non parla, quindi non ti dà torto; a volte è caratteriale, ma fedele al 100%; una volta che ti ha identificato come padrone, non cambierà più idea.
Le gratificazioni date dai consumi e di acquisti di “cose” hanno sostituito quelle del rapporto umano. Eppure lo dice anche la scienza: una chiacchierata che avvicina fisicamente le persone aumenta le endorfine, “gli ormoni della felicità”.
Sì, è pur vero che ci sono cani che vengono abbandonati… ma qui torniamo al tipo di rapporto, che nell’antica società romana si instaurava con lo schiavo. I romani avevano gli schiavi, qualche volta li trattavano benissimo, perché era una loro proprietà sicura.
Tutto diventa più complicato quando si tratta di relazionarsi con persone: sempre di più per futili o inesistenti motivi scattano inaudite violenze fisiche o verbali. Come sintetizza una mia conoscente: “meglio di un marito e dei figli, a volte il cane mi morsica, ma ho fatto l’antitetanica”.
Renata Vaschetto