Vorrei raccontare una favola per provare a vedere, se è ancora possibile correggere e valorizzare qualche progetto che aiuta a migliorare la condizione delle persone, dei cittadini, della società.
C'era una volta, tanti, tanti anni fa, in paesi vicini e lontani un modo di “fare politica” che molte volte riusciva a raggiungere gli obiettivi prefissati e concretamente a calare nella realtà le idee.
Molte persone si impegnavano, volontariamente, a studiare, raccontare, parlare, incontrare altre persone, approfondire gli argomenti. Si partiva da un’esigenza, da una carenza, osservata o segnalata, si preparava la proposta, poi ci si confrontava e si discuteva con tutti i rappresentanti Comunali, Provinciali, Regionali, Nazionali, con i lavoratori e loro rappresentanti sindacali, con le associazioni interessate, con i partiti.
Infine si preparava la delibera, la legge, il decreto, insomma lo strumento necessario per l'attuazione. A quel punto, dopo l'approvazione formale, si facevano gli annunci e poi le persone si occupavano ciascuno nel proprio ruolo di assumersi le proprie responsabilità per mettere in pratica la normativa.
Non è detto che tutto funzionasse. Molti progetti non sono andati in porto, ma molti sì ed hanno permesso al nostro Paese di diventare una potenza e soprattutto ai cittadini di migliorare la propria condizione di vita e la società.
…Dopo molti, molti anni le cose sono cambiate. Le persone hanno smesso di interessarsi degli altri, di incontrare i vari rappresentanti delle associazioni, dei sindacati, degli amministratori locali. Pochi cosiddetti “Politici” si vedono nei paesi tra la gente. Tutto è delegato alla "Macchina": sondaggi, trasmissioni in televisione, social in quantità industriali con stravolgimento dei rapporti tra le persone che non si incontrano e non si parlano. Le questioni si affrontano con dichiarazioni personali e con annunci scritti dentro la "macchina", senza guardare le persone in faccia, come se tutto fosse già fatto…
Non vorrei fare troppi esempi, ma nella favola si ricorda: "abbiamo abolito la povertà”, annuncio da Palazzo Venezia a Roma tra folla osannante. Un solo dato reale (anche, ma non solo causa COVID 19): gli indigenti sono oltre 6-7 milioni. Altri annunci più recenti: “riempiremo le tasche degli Italiani...”; “quattrocento milioni di Euro...”; “rimborsi per tutti…” Ad oggi però ben poche persone, famiglie, imprese hanno ricevuto un aiuto concreto. Ci sono invece più di 900.000 licenziati, imprese chiuse o indebitate.
Come sempre nelle favole ad un certo punto compare un lumicino lontano lontano...
Abbiamo un provvedimento che potrebbe contribuire alla ripresa, a sviluppare il lavoro, a far crescere l'economia, a migliorare la qualità dell'ambiente. Si tratta del BONUS 110% per l’efficientamento energetico. Ben studiato, ben fatto, solo che a causa dei troppi passaggi, delle troppe carte, delle troppe autorizzazioni si rischia di non riuscire ad applicarlo e neanche a partire.
Questa volta uno dei primi inciampi è il Comune “Palazzo” che dovrebbe essere il più vicino ai cittadini. Per poter iniziare la procedura occorre avere “l'accesso agli atti” della casa di proprietà, depositati in Comune. Vuol dire avere le fotocopie di questi atti. In molti Comuni occorrono fino a sette o otto mesi. Impossibile riuscire ad avviare i lavori da terminare entro il 2023 e consegnare i documenti entro giugno 2022. In un Comune vicino, per consuetudine ed esperienze passate, necessitano tre mesi.
Una struttura che si occupa di attivare il Bonus 110%, con un po' di esperienza e conoscenza del territorio, prova ad applicare un "vecchio" metodo. Chiede formalmente un incontro al Sindaco per esporre la questione e provare a dare una soluzione che valga non solo per le proprie pratiche, ma anche per tutti gli altri operatori. Poiché il Sindaco e gli Assessori sono stati attenti e sensibili, l'incontro avviene con la presenza del Sindaco, l’Assessore alla Casa, un responsabile dell'Ufficio Tecnico, la responsabile amministrativa dell'ufficio, un tecnico ed il responsabile della struttura richiedente.
Dopo ampia, dettagliata e tecnica discussione si individuano alcune soluzioni possibili che l'amministrazione comunale ed i tecnici comunali metteranno in pratica da subito.
Nelle favole, generalmente, si conclude così: "e vissero felici e contenti". Ci siamo: questa volta, come molte altre, gli amministratori ed i tecnici hanno risolto e messo in atto una soluzione che aiuta i cittadini e gli operatori.
Rosario Cutri
Presidente UNSICOOP Piemonte e Valle d'Aosta