Il Covid non si ferma e nemmeno il femminicidio …
Sono colpita da un caso vicino: è morta una donna uccisa dal marito che ho conosciuto anni fa. Sapevo la sua storia, stranamente simile a tante donne uccise dal compagno. La famiglia in cui era nata e vissuta era problematica, fratelli non proprio onesti, padre rabbioso e manesco.
Mi viene in mente un episodio riferito dall’etologo Konrad Lorenz. Nel centro di Londra c’era un bellissimo zoo, ma durante la guerra, ad un certo punto si pose anche questo problema: salvare gli animali e ricoverarli in qualche posto per preservarli dai bombardamenti a tappeto di Hitler.
Gli animali furono ammassati in un edificio in periferia. Così successe che in una stanza, ciascuno nella propria gabbia, convissero per due anni alcuni serpenti a sonagli e tre coppie di pavoni. Konrad Lorenz, il grande etologo fondatore dell’etologia, se ne prendeva cura e ne osservava attentamente, come sua abitudine, i comportamenti. Ora i serpenti sono i nemici giurati dei pavoni, soprattutto dei piccoli pavoncelli, sono il loro cibo preferito, quindi un pavone sente il serpente e se ne tiene lontano.
Ma - racconta Konrad Lorenz - lì successe qualcosa di anomalo, molto interessante. Liberati dopo due anni, Lorenz notò che i piccoli pavoni in calore erano attratti dai sibili dei serpenti e bisognava stare attenti… perché correvano a farsi mangiare.
Scrisse che il fenomeno era molto semplice: la convivenza forzata aveva fatto sì che i pavoncelli in età adolescenziale, quindi di maturazione dei gusti sessuali, convivendo con i sibili e i rumori dei serpenti, avevano sviluppato un’attrazione particolare.
Quindi l’imprinting era diventato irreversibile. Sarebbero stati attratti tutta la vita dai loro peggiori nemici.
Stanno morendo molte donne uccise da uomini. I delitti sono spesso fonte di interesse: letteratura, film, televisione, si buttano su queste storie e scovano in modo ossessivo particolari per fare articoli, audience, programmi, libri. Gli assassini sono quasi sempre uomini un po’ particolari, con problemi magari non enormi, ma che denotano personalità con tendenza alla prevaricazione e contemporaneamente debolezze varie.
Nel passato della coppia, finita in modo tragico, sono volati schiaffi già all’inizio della relazione. Perché la donna non ha voltato le spalle subito quando si è accorta di comportamenti esagerati? Le spalle le voltano… ma tardi, a relazione avanzata, quando l’uomo le considera legate indissolubilmente a se stesso. Ad indagare a fondo c’è un’altra componente ricorrente: sovente gli uomini risultano allevati da donne sole e un po’ ossessive.
Alcune di queste donne provengono a loro volta da famiglie problematiche, insomma come i piccoli pavoncelli attratti dal sibilo dei loro peggiori nemici.
Ci sono manifestazioni con scarpe rosse per ricordare le donne uccise dai loro compagni, punti rossi per la protezione della donna, panchine verniciate di rosso. Mi racconta una donna che ha problemi con il marito, mi dice “un po’ violento”: “sì, sono stata in questi centri, ma sono sovente chiusi, o hanno orari inaccessibili. Però ci sono andata, c’era un’avvocatessa elegante che scriveva tutto quello che dicevo, sul computer. Guardava il computer e me di sfuggita e poi mi ha detto che mi avrebbe chiamata”.
Non dico di precipitarsi a casa delle maltrattate, ma magari occorre andare e parlare con i mariti o i compagni, perché sono situazioni che possono, come è successo diverse volte e succederà ancora, trasformarsi in tragedia in tempi brevissimi. Le scarpette o le panchine rosse non hanno cambiato queste situazioni particolari, ma è importante che ci siano; speriamo sia solo l’inizio di qualcosa di più sostanzioso.
In fondo ho pietà per due forme di sofferenza, perché un uomo che dà uno schiaffo a una donna nel corso di una discussione in cui non riesce a convincere è un debole, un intollerante, abituato male. Un debole pericoloso, perché sa che la sua forza fisica è comunque maggiore. Uomini uccisi dalle loro compagne sono rarissimi, quasi inesistenti.
Renata Vaschetto