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La telemedecina è a una svolta

Società e cultura
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In questi mesi di smart working abbiamo sentito parlare anche di digital-health o sanità digitale.

Un sistema sanitario moderno non può più prescindere dalla telemedicina. I fatti e i numeri dell’epidemia osservati nelle diverse regioni evidenziano che l’efficacia delle misure di contenimento sono strettamente legate alla capacità di risposta della sanità territoriale.

In questo frangente gli ospedali e le strutture di medicina di emergenza hanno in sostanza sostituito il ruolo del medico di base. Probabilmente in condizioni normali questo poteva anche essere un punto di forza e uno strumento per ridurre i costi della sanità, ma di fronte ad un’emergenza diffusa sul territorio gli ospedali sono presto entrati in crisi e talvolta sono diventati moltiplicatori del contagio.

Che cosa ci ha insegnato questa epidemia? La lezione che dovremmo imparare è che è necessario riorganizzare la sanità territoriale. La riorganizzazione deve essere tecnologica e sfruttare tutte le potenzialità della telemedicina. Il monitoraggio attraverso questi strumenti collegati con il medico di base può rendere più efficiente ed efficace la gestione del paziente, migliorare diagnosi e prognosi con un minor tasso di utilizzo della terapia intensiva.

Il digital health consiste nell’uso di tecnologie informatiche e di telecomunicazione per far funzionare un moderno sistema sanitario. E’ un settore molto concreto ed in forte crescita. L’innovazione tecnologica è sfruttata per generare importanti benefici in termini di nuove soluzioni salvavita o ausili personalizzati per migliorare salute, forma fisica, benessere mentale, sicurezza, ecc. Si pensi alla geolocalizzazione, utilizzata per individuare rapidamente e accuratamente una situazione di emergenza che richiede l’intervento dei soccorritori del 112.

Le caratteristiche del digital-health sono molteplici, ma si possono riassumere in una serie di punti.

- Connettività (con Internet, con le rete vocali e aziendali ecc.)

- Accessibilità per tutti, come nel caso delle app per smartphone.

- Mobilità e portabilità (computer ultraleggeri, tablet, smartphone).

- Uso di nuove tecnologie di comunicazione: messaggistica testuale, voce e video per comunicare con operatori sanitari (ad esempio Whatsapp per comunicare con il proprio medico) oppure soluzioni di telemedicina online dedicate.

- Indossabilità: la miniaturizzazione ha permesso di creare dispositivi come i wearables che si possono portare a contatto con il proprio corpo per 24 ore su 24, permettendo ad esempio il monitoraggio continuo della frequenza cardiaca oppure della qualità del sonno. 

- Scambio di dati e privacy: la facilità con cui si possono trasmettere i  dati sanitari tra enti diversi (come gli esiti degli esami, oppure le prescrizioni mediche elettroniche) dovrà però coniugarsi con la privacy degli utenti

- Sicurezza informatica (cyber-security): qualsiasi soluzione di “salute digitale” non può dirsi tale se non è in grado di offrire agli utenti un livello accettabile di cyber-security.  

- Uso di tecnologie di ultima generazione: si va dalle sofisticate reti neurali all’intelligenza artificiale, dai micro-sensori come accelerometri e giroscopi ad altre tecnologie robotiche e così via.

Giuseppe Odetto