11
Sab, Lug
78 New Articles

Il popolo di Medjugorje continua a crescere

Società e cultura
F
Typography

Si parlerà ancora a lungo di Medjugorje, ma la Commissione internazionale d’inchiesta, voluta dal Papa e guidata dal cardinale Camillo Ruini, è comunque giunta a delle conclusioni.

Un libro, “Dossier Medjugorje” (edizioni San Paolo), scritto dal giornalista Saverio Gaeta, fa il punto sui lavori della commissione vaticana e su una vicenda che dura da quasi quarant’anni. Come è noto le manifestazioni della Madonna ad un gruppo di adolescenti bosniaci, che nel frattempo sono diventati adulti e si sono fatti una famiglia, iniziarono nel giugno del 1981, proseguirono nel corso dei decenni e per alcuni dei veggenti continuano tuttora.

Manca ancora un pronunciamento ufficiale e definitivo della Chiesa cattolica, cioè del Papa, e in realtà la commissione si è espressa in modo netto soltanto su una minima parte delle apparizioni di Medjugorje, precisamente su sette avvenute nella fase iniziale. In sostanza si sostiene che questi fenomeni non sono riducibili a dinamiche della psiche umana, ma hanno un’origine soprannaturale.

Nel libro di Saverio Gaeta si sintetizza l’imponente documentazione raccolta sul “caso Medjugorje” escludendo alterazioni di natura psicologico nei veggenti, “si trattava di adolescenti normodotati, non manipolabili e non eterodiretti, in grado di riconoscere l’inganno e di prendere posizione nei suoi confronti”

Qualcuno, per interesse, ha condizionato i ragazzi? L’ambiente in cui erano cresciuti – osserva la commissione - aveva “i tratti della pietas christiana tradizionale, con una significativa impronta mariana debitrice anche del carisma francescano, ma non tale da attendere, ipotizzare, desiderare – e men che meno inven­tare con dolo – una manifestazione sovrannatura­le della santa Madre del Signore”.

Le apparizioni sono iniziate in modo inaspettato, né gli adolescenti potevano sapere che cosa la Madonna avrebbe loro detto. La Commissione sostiene che “i risultati raggiunti evidenziano in modo sufficientemente ragionevole che l’oggetto in esame, vale a dire le prime sette presunte apparizioni, manifestano un essenziale e strutturale carattere di in­deducibilità ed eccedenza rispetto alla storia, all’identità e alle possibilità sia dei presunti veggenti sia del loro ambiente vitale”.

In sostanza la conclusione della commissione vaticana è dell’avviso che queste prime sette apparizioni siano da ritenere pienamente credibili, mentre è decisamente più articolata la valutazione sugli sviluppi successivi del “fenomeno Medjugorje” e della storia personale dei veggenti. L’intervento della Santa Sede continua, perché Papa Francesco ha affidato al vescovo polacco Henryk Hoser l’incarico di “acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastoral e soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio per suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro”.

Intorno a Medjugorje nell’arco di quattro decenni si è creato un movimento di popolo enorme, in massima parte spontaneo, nel senso che la Chiesa istituzionale non ha fatto nulla per incentivarlo, anzi muovendosi con cautela. Eppure non si contano le persone che, dopo l’esperienza di Medjugorje, hanno scoperto o riscoperto la fede cristiana.